Dal sito www.superando.it Si parla anzi di tagli già vigenti, come stabilito da un recente Decreto Legge che potrà essere eventualmente modificato solo in sede di conversione in legge. In sostanza, come segnalato dal Servizio HandyLex.org, il rischio più che mai concreto è che vengano ridotti almeno del 5% il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali e quello per le Non Autosufficienze, causando quindi un’ulteriore diminuzione dei servizi e delle prestazioni alle persone
C’è un recente Decreto Legge (4/14 del 28 gennaio scorso) – già in vigore e attualmente all’esame del Parlamento per la conversione in legge – che rischia di provocare una riduzione almeno del 5% del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali e di quello per le Non Autosufficienze, causando quindi un’ulteriore diminuzione dei servizi e delle prestazioni alle persone.
La segnalazione arriva dal Servizio HandyLex.org, che spiega come la rimodulazione e la revisione delle spese pubbliche – affidata dalla Legge di Stabilità per il 2014 (147/13) al commissario per la Spending Review Carlo Cottarelli – porti a concretizzare, in un allegato del citato Decreto Legge, un’assai pesante “indisponibilità” (congelamento) dei cosiddetti “accantonamenti dei Ministeri”, ovvero di quei fondi e stanziamenti non ancora ripartiti alle Regioni o già approvati, ma non ancora spesi. Ebbene, per quanto riguarda il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, si parla di 21 milioni e mezzo di euro, anticipandone oltretutto l’“indisponibilità” già in questo 2014 (6,4 milioni nel 2015 e 5,4 nel 2016), con un effetto che rischia di essere particolarmente grave, in quanto presso quel Dicastero risultano esserci notevoli “accantonamenti”, come le somme afferenti appunto al Fondo per le Non Autosufficienze 2013 (275 milioni di euro) e al Fondo Nazionale per le Politiche Sociali 2013 (344 milioni). In entrambi i casi, infatti, i Decreti di Riparto alle Regioni sono stati molto tardivi, visto che le risorse – approvate alla fine del 2012 – non sono ancora state trasferite alle Regioni. (S.B.)
Suggeriamo la lettura integrale dell’approfondimento sulla questione proposto dal Servizio HandyLex.org, ove vengono anche indicate nel dettaglio le fonti e i riferimenti normativi.
14 febbraio 2014
Dal sito www.superando.it «In quanto parte sociale – dichiara il portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore Pietro Barbieri, dopo le dimissioni del presidente del Consiglio Enrico Letta – siamo certi di essere in grado di portare un valido contributo a quello che sarà il nuovo Governo, sulle politiche sociali e di sviluppo, e diamo sin d’ora la nostra disponibilità a creare un confronto e un dialogo»
Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha rassegnato le proprie dimissioni irrevocabili
«Nonostante alcune riserve, che abbiamo prontamente segnalato, il presidente del Consiglio dimissionario Enrico Letta ha comunque svolto un buon lavoro per il Paese in un contesto non semplice, marcando un’inversione di tendenza sulle politiche di welfare e di terzo settore e sui fondi destinati alle politiche sociali rispetto al passato. Di questo vogliamo rendergli atto». Lo dichiara in una nota Pietro Barbieri, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, che manifesta anche le proprie «perplessità per le modalità con cui avviene questo cambio alla guida del Governo».
Rispetto poi a Matteo Renzi, il segretario del Partito Democratico che sarà presumibilmente il nuovo presidente del Consiglio, il Portavoce del Forum si augura «che sappia portare quello slancio necessario al Paese per fare passi avanti e affrontare le riforme di cui c’è urgenza, con la giusta autorevolezza. Sappiamo che non sarà semplice per Renzi, che avrà bisogno di lavorare con una maggioranza coesa per affrontare importanti sfide, ma abbiamo la speranza che possano aprirsi nuovi scenari e prospettive, per un cambiamento di rotta che ponga, in particolare, attenzione al nostro mondo e a una politica economica improntata a uno sviluppo sostenibile e al benessere dei cittadini».
«In quanto parte sociale – conclude Barbieri – siamo certi di essere in grado di portare un valido contributo al Governo sulle politiche sociali e di sviluppo e diamo sin d’ora la nostra disponibilità a creare un confronto e un dialogo anche in vista delle imminenti consultazioni». (A.M.)