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LE PROVVIDENZE ECONOMICHE 2016: PER QUALCHE SPICCIOLO IN PIÙ

Come ogni anno, l’INPS ha ridefinito – collegandoli agli indicatori dell’inflazione e del costo della vita – gli importi delle pensioni, degli assegni e delle indennità che vengono erogati agli invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordi e i relativi limiti reddituali previsti per alcune provvidenze economiche.

A fissare dunque per l’anno 2016 i vari importi e i relativi limiti reddituali è stata esattamente la Circolare n. 210 della Direzione Centrale delle Prestazioni dell’INPS, prodotta il 31 dicembre scorso.

Nel link riportato di seguito si possono vedere i vari importi in euro, dai quali risultano, come si potrà notare, scostamenti minimi o nulli rispetto allo scorso anno. Questo succede perché, come viene spiegato dal Servizio HandyLex.org, «l’INPS si adegua alle indicazioni del Decreto del 19 novembre 2015, emanato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che fissa nella misura dello 0,2 per cento l’aumento di perequazione automatica da attribuire alle pensioni, in via definitiva, per l’anno 2015, e nella misura dello 0,0 per cento l’aumento di perequazione automatica da attribuire alle pensioni stesse, in via previsionale, per l’anno 2016».

La tabella è disponibile a questo link

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    STRUTTURE RESIDENZIALI: LA FOTOGRAFIA DELL’ISTAT

    Fonte – www.superando.itIl 17 dicembre scorso è stato pubblicato dall’ISTAT il report annuale I presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari, relativo all’anno 2013. In Italia, dunque, risultavano essere 12.261 i presìdi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari attivi al 31 dicembre 2013, per un totale di 384.450 posti letto (6,3 ogni 1.000 persone residenti). Si tratta di un dato in crescita, rispetto a quello registrato nel 2012 (11.571 presidi, per un totale di 372.962 posti letto).

    Gli ospiti dei presìdi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari erano esattamente 367.485 (354.777 nel 2012) e in particolare quasi 279.000 di essi erano anziani con almeno 65 anni di età (75,8%); oltre 71.000, invece, gli adulti con un’età compresa tra i 18 e i 64 anni (19,3%) e oltre 17.000 i minori (4,8%). Sempre al 31 dicembre 2013, inoltre, le persone con disabilità e non autosufficienza presenti nei presìdi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari erano 263.048, pari al 71,6% del numero complessivo di ospiti, delle quali 2.658 minori con disabilità e disturbi mentali dell’età evolutiva, 49.536 adulti con disabilità e patologia psichiatrica e 210.854 anziani non autosufficienti. Poco più dell’80% degli ospiti con disabilità e non autosufficienza, dunque, erano anziani non autosufficienti. In particolare, nel 92,7% dei casi gli anziani non autosufficienti risultavano essere ospiti di strutture integranti le funzioni di assistenza sociale con interventi di carattere sanitario e nell’84,6% dei casi, si trattava di anziani cui veniva garantito un livello di assistenza sanitaria medio-alto, ossia trattamenti medico-sanitari estensivi per la non autosufficienza (livello medio) o intensivi per il supporto delle funzioni vitali (livello alto). Possiamo quindi parlare per lo più di anziani in condizioni di gravità e che nel 97,6% dei casi erano ospiti di strutture che non riproducevano le condizioni di vita familiari, risultando quindi potenzialmente segreganti.

    Per quanto poi riguarda l’aspetto territoriale, oltre il 60% del numero complessivo di ospiti adulti con disabilità e anziani non autosufficienti si concentrava in quattro Regioni, vale a dire la Lombardia, il Veneto, il Piemonte e l’Emilia Romagna.

    Infine, gli stranieri con disabilità e non autosufficienti erano 1.581 (il 9,5% degli ospiti stranieri e lo 0,6% degli ospiti con disabilità e non autosufficienza) che per oltre la metà erano adulti con disabilità e patologia psichiatrica, nel 24,2% dei casi minori con disabilità e disturbi mentali e nel restante 22% anziani non autosufficienti.

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      IL SOSTEGNO NEL 2016: CONTINUERÀ LA BALLATA DELLE SUPPLENZE?

      Fonte www.disabili.com – Nelle settimane scorse si è fatto riferimento ad una recente indagine dell’Istat sull’integrazione scolastica degli alunni con disabilità riferita all’anno scolastico 2014/2015, secondo la quale il 41,9% degli alunni di Scuola Primaria e il 36,5% di quelli di Scuola Secondaria di Primo Grado hanno cambiato insegnante di sostegno rispetto all’anno scolastico precedente.

      In essa è emerso che è aumentata la presenza di alunni con disabilità nella scuola italiana, ma la continuità didattica resta ancora un obiettivo lontano e sono ancora molte le famiglie che devono ricorrere ai Tribunali per ottenere per i propri figli tutte le ore di sostegno cui hanno diritto. Nello specifico, rispetto all’anno scolastico 2001-2002, gli allievi con disabilità iscritti alla Scuola Primaria sono passati dal 2,1% al 3,1% del totale degli alunni, mentre alle Scuole Secondarie di Primo Grado sono passati dal 2,6% al 3,8%. Meno consistente è stato l’incremento del numero degli insegnanti di sostegno, aumentati di 5 mila unità rispetto all’anno scolastico precedente. Inoltre, in molti casi rimane ancora molto elevato il numero di supplenti che cambiano nel corso dell’anno.

      Secondo l’Istat, questo fenomeno riguarda, nel corso dell’anno scolastico, il 14,7% dei docenti di sostegno di Scuola Primaria ed il 16,5% di quelli di Scuola secondaria di Primo Grado; gli incarichi annuali, invece, riguardano il 41,9% dei docenti di Scuola Primaria ed il 36,5% degli insegnanti di Scuola Secondaria di Primo Grado. Significa che ancora oggi quasi un docente di sostegno ogni due è precario, con buona pace dell’importanza della continuità didattica.

      Ogni anno, a volte anche più spesso, si annullano le relazioni faticosamente e delicatamente costruite in un groviglio di turn over che toglie senso ad ogni progetto concreto di inclusione scolastica. Una grave debolezza su cui intervenire, perché la precarietà toglie motivazioni e continuità all’azione didattica, così commenta C. Giacobini della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap* (Fish).

      Il Miur evidenzia la recente tendenza verso una stabilizzazione ed i numeri delle assunzioni degli ultimi anni lo confermano; eppure, ancora oggi, più del 37% dei docenti di sostegno continua ad essere personale precario

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        E ANCHE NEL 2016 TORNA L’INCULTURA SUI “FALSI INVALIDI”!

        Fonte – www.superando.it9 gennaio, periodo post natalizio, poche le notizie per i giornali, dato che la politica deve ancora riprendere a pieno regime. Un “falso invalido” è meglio di niente e ci troviamo davanti alle solite, identiche, scontate rappresentazioni che i titoli e le tesi riportate propongono. Ricercando su Google notizie su un fatto accaduto in provincia di Ferrara, si trovano almeno tre pagine di titoli pressoché uguali, in cui le antinomie riferite alla disabilità che la (in)cultura dei giornalisti propone sono abbastanza scontate e riconducibili a due presunti assunti.

        Vediamoli: – Se è disabile non può fare giardinaggio… quindi è “falso invalido”. Se è in carrozzina non può stare anche in piedi… quindi è “falso invalido”. Qui di seguito solo alcuni dei titoli e le relative fonti che comprendono quotidiani locali, televisioni locali, siti locali di informazione, siti aggregatori di notizie: Doveva essere in carrozzina, beccato a fare giardinaggio (RovigoOggi.it); Jolanda, è invalido ma annaffia il suo giardino (la Nuova Ferrara.it); Si finge invalido per mesi, beccato mentre lavora in giardino (Il Resto del Carlino.it); Jolanda, è invalido ma annaffia il suo giardino (247 Libero.it); Falso invalido scoperto dai carabinieri mentre fa giardinaggio (Telestense.it); Invalido al cento percento scoperto fare giardinaggio (estense.com); Ferrara, invalido al 100% camminava ed annaffiava (stadio24.com); Truffe, invalido in sedia a rotelle sorpreso in piedi ad annaffiare il giardino nel Ferrarese (la Repubblica – Bologna.it).

        Questa volta un paio di annotazioni scritte e poi lasciamo la parola esclusivamente alle immagini che parlano da sole. La prima annotazione è sulle decine e decine di corporative sociali che operano in campo agricolo e florovivaistico e che impegnano anche persone con disabilità. Settore che con le dinamiche relative al recente Expo di Milano e ai temi ad esso correlati (alimentare, orti, agricoltura, spreco alimentare, gastronomia, ristorazione…) si è sviluppato enormemente, pur tra luci e ombre. La seconda annotazione è sulla regola che la stampa propone, «o stai in piedi o stai in carrozzina», che è del tutto fantasiosa, in quanto esistono numerosissime persone con disabilità che a seconda della loro situazione stanno in piedi, da sole o con l’ausilio di bastoni… deambulatori, oppure utilizzando carrozzine, magari per i tragitti più lunghi, a volte conducendole autonomamente, a volte con un accompagnatore.

        Spazio dunque alle immagini e a quello che ci raccontano e… speriamo raccontino anche ai tanti, tantissimi giornalisti che ancora una volta, come noi, non farebbero certo tanta fatica a farsi un giro su Google, Sezione Immagini compresa.

        Per leggere l’articolo integrale e per vedere le foto mezionate, clicca qui

        * Redazione Sportelli Sociali del Comune di Bologna

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          LA CONSULTAZIONE PUBBLICA PER LA STRATEGIA EUROPEA SULLA DISABILITÀ

          Fonte www.superabile.itLa Commissione Europea ha aperto una consultazione pubblica per monitorare lo stato di attuazione della Strategia Europea sulla Disabilità 2010-2020. Questa iniziativa oltre a valutare l’impatto delle azioni in atto serve a garantire che le politiche dell’UE restino in linea con le esigenze e i diritti delle persone con disabilità.

          Si tratta di un passaggio importante di verifica che si colloca a metà dell’arco temporale indicato dal documento stesso per il raggiungimento di determinati obiettivi.

          La consultazione è aperta a cittadini, organizzazioni, pubbliche amministrazioni, imprese, università e altre parti interessate, si tratta di compilare un questionario, che si stima possa richiedere circa 20 minuti, e inviarlo entro il 18/03/2016.

          La strategia si colloca nel quadro delle attività legate alla convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, a cui l’UE ha aderito, poiché a livello di Unione tale convenzione è attuata proprio attraverso la strategia europea sulla disabilità 2010-2020.

          Sono otto le aree di azione principali individuate dalla Strategia a livello dell’Unione Europea:

          accessibilità

          partecipazione

          uguaglianza

          occupazione

          istruzione e formazione

          protezione sociale

          salute

          azioni esterne

          La consultazione richiede agli interessati un’opinione su quanto è stato sinora realizzato in ciascuno degli otto ambiti di azione della Strategia, ma anche un parere sulle sfide che sono quotidianamente affrontate dalle persone con disabilità e in che modo l’EU dovrebbe rispondervi. Il questionario per la consultazione è disponibile in diverse lingue tra cui l’Italiano a questo link.

          E’ disponibile anche una versione word accessibile del questionario che va poi completata e spedita all’indirizzo di riferimento sotto riportato.

          Una volta compilato il questionario va inviato entro il 18/03/2016 a questo indirizzo di posta elettronica: EMPL-C3-CONSULTATION@ec.europa.eu

          Per saperne di più sulla Strategia Europea sulla Disabilità 2010-2010 si rimanda il lettore ai seguenti documenti rammentando che è disponibile la versione in lingua Italiana:

          Strategia Europea sulla Disabilità 2010-2020

          Strategia Europea sulla Disabilità 2010-2020 Sommario

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            ENTRANO COME BIMBI CON DISABILITÀ E CI RESTANO A VITA

            Fonte – www.west-info.eu – Doveva essere una misura transitoria ma, dati alla mano, ha fatto in modo che 6000 adulti  francesi con disabilità vivano ancora in strutture dedicate a bambini con disabilità. Stiamo parlando dell’emendamento Creton. Che, dal 1989, consente ai giovani con disabilità che hanno raggiunto la maggiore età in istituto di fermarsi per un breve periodo nella struttura che li ha fino a quel momento ospitati in attesa di una nuova soluzione.

            L’idea originaria era nobile: prevenire la loro esclusione evitando loro un brutale inserimento sociale. Tuttavia, a conti fatti, il loro numero è aumentato del 20% in quattro anni.

            Inoltre, come si legge in un report appena pubblicato dal Ministero degli Affari Sociali, si tratta di persone con disabilità gravi o multiple.

            Il fenomeno ha due effetti perversi. In primo luogo, quello di privare alcuni bambini dei luoghi di cura specializzati. Secondariamente, mischiare un pubblico con esigenze del tutto diverse.

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              AUTISMO E VIAGGI IN AEREO: COSA SAPERE

              Fonte – www.disabili.comPreparare le valigie, arrivare all’aeroporto e capire quale è il gate da prendere, fare attenzione ai controlli di sicurezza, attendere le interminabili code per l’imbarco, trovarsi in spazi grandi e rumoros … Per l’adulto medio un viaggio aereo –in tutte le sue fasi – può essere una routine, ma può rivelarsi invece un’esperienza stressante per un bambino, in particolare un bambino con autismo, il quale può viverlo come un momento critico.

              Per un piccolo con questi disturbi, modificare fortemente la propria routine con una pratica così eccezionale, fuori dal consueto ambiente, in spazi caotici e ricchi di stimoli sensoriali può rappresentare un fattore di forte stress e difficile da gestire. Pertanto l’ENAC, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, ha realizzato un’utile guida che fornisce consigli su come preparare ed affrontare il viaggio in aereo insieme al bambino autistico. Realizzato da Aeroporti di Puglia e Assareoporti, in collaborazione con le onlus Fondazione Italiana Per l’Autismo, Federazione Fantasia, e Associazione Bambini Autistici ABA, il progetto intende fornire alcune semplici raccomandazioni e strategie per gli accompagnatori di questi piccoli viaggiatori. Qui vediamo alcuni punti principali.

              PRIMA DEL VIAGGIO – Si ricorda che è necessario, nel momento in cui si acquista o si prenota il biglietto aereo, richiedere l’assistenza dedicata (almeno due giorni prima) in agenzia o direttamente alla compagnia aerea in partenza ed arrivo. Sarà quindi la compagnia aerea, l’agenzia di viaggio o il tour operator a comunicare al gestore aeroporti la richiesta di assistenza. Può risultare utile inoltre, in questa fare, preparare psicologicamente la persona autistica all’ambiente aeroporto: ad esempio mostrarne, anche con immagini prese da internet, gli spazi interni ed esterni. Per una preparazione più dettagliata e precisa è consigliabile descrivere il momento dell’accesso all’aeroporto: avvisare rispetto al fatto che si incontreranno molte persone, sdrammatizzando l’impatto con la situazione estranea che potrà essere rumorosa ed affollata. Inoltre risulterà essere molto utile rassicurare il bambino sulla presenza di persone amichevoli che potranno aiutarlo e dirgli che ci saranno delle sale d’attesa, e che potrà utilizzare bagni puliti ed accessibili come quelli di casa. Un consiglio pratico che riguarda gli accompagnatori è quello di realizzare per la persona autistica un badge con i suoi dati (foto, nome, cognome, nazionalità, recapiti dei familiari e dell’accompagnatore), utile in caso di smarrimento.

              ARRIVO IN AEREOPORTO – Rispetto alla fase delle dentro laeroportopratiche prima dell’imbarco, è necessario informare preventivamente la persona autistica che durante i controlli di sicurezza ci potranno essere dei segnali sonori improvvisi e che qualcuno potrebbe toccarla. Nella guida si consiglia, dunque, di sdrammatizzare e descrivere questo momento come un’occasione di gioco, ricordando che le persone intorno sono persone gentili anche se possono essere vestite in maniera diversa (spiegare in maniera giocosa e tranquilla cosa sono le divise della polizia e degli assistenti di volo). Dopo il controllo di sicurezza spiegare in chiave positiva che ci sono dei simboli luminosi, messaggi vocali improvvisi e che questi portano a luoghi piacevoli e divertenti (bar, ristoranti, negozi di giochi o gadget).

              SULL’AEREO – Una volta passato il check-in è consigliabile preparare il piccolo viaggiatore al frastuono del decollo spiegando che è proprio una caratteristica del viaggio e prenderla come se fosse un gioco. E’ inoltre consigliabile informare preventivamente la compagnia aerea di eventuali diete speciali o intolleranze. Una volta saliti sull’aereo è utile fornire alla persona autistica caramelle o gomme da masticare per distrarlo e per aiutarlo a superare eventuali problemi alle orecchie durante momenti di pressurizzazione.

              SIMULAZIONE DI SUONI E ATTIVITA’ – Oltre alla guida scaricabile in formato pdf, all’interno di www.aeroportidipuglia.it, alla sezione ” Autismo, in viaggio attraverso l’aeroporto” tutto il viaggio è “affrontato” nei suoi dieci step principali: dall’arrivo in aeroporto, al check in, al volo, al ritiro bagagli. Cliccando in una delle aree da approfondire, si possono trovare non solo i consigli, ma anche una simulazione dell’ambiente, dal momento che il sito fornisce una galleria di immagini per presentare preventivamente tutta l’aerea aeroportuale pugliese. Ma non ci sono solo foto. Ad esempio, cliccando su “Dentro l’aeroporto”, è possibile sentire i rumori della “sala amica” o della hall principale: un modo per non arrivare impreparati e vivere il più serenamente possibile il viaggio. Inoltre, per rendere l’esperienza meno traumatica, gli aeroporti di Puglia organizzano visite dei percorsi tipo che il bambino con autismo dovrà affrontare, da prenotare preventivamente contattando prm@aeroportidipuglia.it

              Qui potete consultare la guida