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NUOVO ISEE: AL VIA LA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE

Fonte www.lavoro.gov.it – Dal 12 gennaio 2015 prende il via la campagna di comunicazione sulla Riforma dell’ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente) introdotta dal decreto “Salva Italia” (n.201/2011). I principali obiettivi della campagna sono quelli di far conoscere il nuovo provvedimento quale strumento di equità nelle politiche di welfare facendo emergere gli aspetti più rilevanti, e sostenere i cittadini nella fruizione delle nuove misure, con particolare attenzione ai soggetti più svantaggiati.

Il nuovo ISEE, per essere ancora più equo nel distribuire il costo delle prestazioni sociali e sociosanitarie tra i cittadini italiani, introduce migliori criteri di valutazione del reddito e del patrimonio, insieme a controlli più attenti. Le principali novità del nuovo modello di dichiarazione (DSU, dichiarazione sostitutiva unica) riguardano

• Il “modello MINI”, una dichiarazione semplificata che riguarda la maggior parte delle situazioni ordinarie.

• Una dichiarazione a “moduli”, specifici per una determinata prestazione o per una particolare condizione del beneficiario. In questo tipo di dichiarazione rientra, ad esempio, la richiesta di prestazioni socio-sanitarie per persone con disabilità che possono far riferimento ad un nucleo familiare ristretto. Oppure le prestazioni universitarie per studenti che non fanno parte del nucleo familiare di origine.

• L’ISEE corrente, per chi perde il lavoro o subisce una diminuzione del reddito del 25%. È una formula particolare che consente di aggiornare il proprio ISEE in qualsiasi momento dell’anno, senza dover aspettare la presentazione della dichiarazione fiscale.

• La semplificazione delle procedure: informazioni come il reddito complessivo o altri dati già registrati dall’INPS o dall’Agenzia delle entrate, vengono direttamente recuperate dagli archivi. Così non c’è più bisogno che se ne occupi il cittadino in sede di dichiarazione.

Il commento del Ministro “È un impegno che avevo preso in Parlamento il 2 ottobre scorso e che avevo già comunicato in incontri istituzionali con i responsabili delle politiche sociali delle Regioni e dell’ANCI sin da luglio – sottolinea il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti – con l’anno nuovo questo fondamentale tassello necessario alla riforma del nostro sistema di welfare potrà finalmente essere operativo. Il nuovo ISEE ci permetterà di identificare meglio le condizioni di bisogno della popolazione, consentendoci allo stesso tempo di contrastare le tante pratiche elusive ed evasive, purtroppo ancora diffuse nel nostro paese. Dotarsi di uno strumento come questo è ancora più importante in una fase storica come l’attuale, con il prolungarsi delle difficoltà economiche delle famiglie e la necessità di mantenere un controllo rigoroso della finanza pubblica.”

Per consultare il sito dedicato alla campagna clicca qui

Per approfondire

Leggi l’ultimo comunicato stampa di Anffas Onlus sull’Isee

Leggi l’articolo “Vademecum del nuovo Isee”

Leggi l’articolo “Dossier ISEE e persone con disabilità”

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    INTERVENTI SU PERSONE CON DISABILITÀ “NON COLLABORANTI”

    Fonte www.superando.it«Fino ad oggi le famiglie non avevano riferimenti precisi dove portare i loro figli, e quando si presentavano in ospedale, spesso mancava l’accoglienza di cui avevano bisogno, o addirittura i medici si trovavano in difficoltà di fronte a una disabilità grave, per di più non collaborante. Basti pensare alle visite specialistiche di urologia, ginecologia, dentaria e altro. Oggi, finalmente, questo ostacolo è superato».

    Lo dichiarano con soddisfazione Luciana Marsili Gennari e Rosaria De Vitis Uccello, presidente e vicepresidente della Consulta delle Persone con Disabilità del Distretto Sanitario 12 di Roma, rendendo noto che grazie al lungo lavoro di collaborazione prodotto dalla propria Consulta e da quelle dei Distretti Sanitari 6, 9 e 11 (presiedute da Orizia Bruganelli, Viviana Mercanti Palazzetti e Donata Scocchi Pedone), con il “Quadrante ASL RM C”, diretto da Carlo Saitto, è stato finalmente riconosciuto il diritto di prevenzione e cura alle persone con disabilità non collaboranti.

    La presa in carico di tale progetto sarà curata dai Servizi Socio-Sanitari (età evolutiva e adulti) del proprio territorio (Municipi V, VII, VIII e IX) e gli interventi verranno attuati presso la Struttura di Santa Caterina della Rosa (Distretto Sanitario 6/Municipio VI, Via Nicolò Forteguerri).

    Per ulteriori informazioni e approfondimenti

    municipio9handicap@gmail.com

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      LEGGE DI STABILITÀ, COSA CAMBIA PER IL NON PROFIT

      Fonte www.vita.it– La Legge di stabilità 2015 (L.23.12.2014 n.190) ha introdotto alcune novità per gli enti non profit. Ecco le tre maggiori:

      1) La prima è senz’altro positiva: l’articolo 1, commi 137 e 138, della L.190/2014, che modifica gli articoli 15, comma 1.1, e 100, comma 2, lettera h) del TUIR (DPR 917/86) introduce le seguenti modifiche in materia di agevolazioni per le erogazioni in denaro di persone fisiche e aziende, detraibili al 26%, fatte a favore delle ONLUS. E’ previsto un incremento da Euro 2.065 a Eu. 30.000,00 dell’importo massimo per il quale spetta la detrazione IRPEF/IRES sulle erogazioni liberali in denaro effettuate a favore delle ONLUS e dei soggetti che svolgono attività umanitarie. Viene aumentato a Eu. 30.000 anche il limite dell’ammontare complessivo deducibile (il famoso tetto) ai sensi dell’articolo 100, 2° comma, lettera h), TUIR per le erogazioni liberali. Tale norma rileva non soltanto per i soggetti IRES, ma anche, ai fini IRPEF, per imprenditori individuali e società di persone commerciali.

      2) La seconda novità, in materia di tassazione degli utili percepiti dagli enti non commerciali, è fortemente penalizzante per il non profit, sopratutto per fondazioni bancarie e, indirettamente, anche per le organizzazioni di volontariato. L’articolo 1, commi 655 e 656, L.190/2014, aumenta retroattivamente la tassazione su utili e dividendi percepiti dagli enti non commerciali a partire dall’1/1/2014. Viene fortemente ridotta l’esenzione d’imposta dalla percentuale del 95% degli utili percepiti al 22,26%; gli utili distribuiti dal 1/1/2014 diventano, quindi, imponibili al 77,24%. Detta disposizione è diretta ad allineare, in tema di imposizione fiscale sugli utili, il trattamento degli enti non commerciali a quello delle persone fisiche non imprenditrici, proprietarie di una partecipazione qualificata, che devono tassare l’utile con l’aliquota marginale IRPEF del 43%. La ratio di tale equiparazione non è chiara: mentre, infatti, le persone fisiche che realizzano utili e dividendi possono impiegarli per finalità diverse, gli utili e i dividendi percepiti da gran parte degli enti non profit vengono reinvestiti per realizzare le finalità istituzionali, restituendo pertanto alla collettività, il surplus. Viene contestualmente riconosciuto un credito d’imposta pari alla maggiore IRES dovuta dagli enti, nel solo periodo d’imposta in corso al 1/1/2014, in applicazione della disposizione introdotta retroattivamente. Detto credito potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione, senza altro limite quantitativo, a decorrere dal 1/1/2016, per 3 anni, nella misura del 33,33% annuo.

      3) la terza novità, in materia di 5 per mille IRPEF, è stata introdotta dall’articolo 1, comma 154, L.190/2014. La facoltà di destinare la quota del 5 per mille IRPEF in base alla scelta del contribuente si applica anche relativamente all’esercizio finanziario 2015 e ai successivi, con riferimento alle dichiarazioni dei redditi dell’annualità precedente. Dopo numerose proroghe, dal 2015 la destinazione del 5 per mille viene messa a regime. Vengono anche definite le modalità di redazione del rendiconto di destinazione delle somme ricevute dai soggetti beneficiari e le modalità di pubblicazione sui siti internet delle amministrazioni eroganti, dei rendiconti stessi. Soprattutto, si autorizza la spesa di Eu. 500 milioni annui, a decorrere dal 2015, per la liquidazione della quota del 5 x mille.

      Si delega a un successivo Decreto non regolamentare del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottarsi entro 60 giorni, la definizione delle corrette modalità di redazione del rendiconto ai fini della corretta trasparenza dello stesso, pena le sanzioni di cui agli articoli 46 e 47 D.Lgs. 33 del 14/3/2013.

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        L’OCSE VALUTA LA SANITÀ ITALIANA

        Fonte www.quotidianosanita.it Garantire che gli sforzi in atto per contenere la spesa in campo sanitario non vadano a intaccare la qualità quale principio fondamentale di governance. E, allo stesso tempo, sostenere le Regioni e Province Autonome che hanno una infrastruttura più debole, affinché possano erogare servizi di qualità pari alle regioni con le performance migliori, garantendo un approccio più solido e ambizioso al monitoraggio della qualità e al miglioramento a livello di sistema.

        Queste le principali sfide che attendono la sanità italiana, indicate dall’Ocse per il nostro Paese. L’analisi è contenuta nella ‘ Revisione Ocse sulla qualità dell’assistenza sanitaria in Italia’, frutto di un lavoro di indagine e ricerca avviato da un progetto del 2012 finanziato dal ministero della Salute ed elaborato dalla Divisione Salute dell’Ocse di Parigi, con la collaborazione di Agenas e della Direzione Generale della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute.

        Per leggere l’articolo completo clicca qui

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          PROVVIDENZE ECONOMICHE PER INVALIDI CIVILI, CIECHI CIVILI E SORDI

          Fonte www.HandyLex.org – Ogni anno vengono ridefiniti, collegandoli agli indicatori dell’inflazione e del costo della vita, gli importi delle pensioni, assegni e indennità che vengono erogati agli invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordi e i relativi limiti reddituali previsti per alcune provvidenze economiche. Per il 2015 importi delle provvidenze e limiti reddituali sono stati fissati dalla Direzione Centrale delle Prestazioni dell’INPS con Circolare del 9 gennaio 2015, n. 1.

          L’elenco degli importi con il tipo di provvidenza, l’importo e il limite di reddito è disponibile sul sito di HandyLex a questo link e per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.inps.it

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            VIVE LONTANO DALLA MADRE MA OTTIENE LA 104

            Fonte www.west-info.euIn Italia, ha diritto alla 104 anche il vigile che lavora a quasi 400 km dall’abitazione del genitore da accudire. La Cassazione, infatti, ha respinto il ricorso del Comune di Milano contro la decisione della Corte di Appello di consentire a una dipendente della polizia municipale di poter usufruire mensilmente dei tre giorni di permesso retribuito per recarsi a Marotta di Fano, in provincia di Pesaro, dove abitava la madre invalida al 100% nonostante quest’ultima vivesse con il marito e avesse alle proprie dipendenze una colf.

            I Supremi Giudici hanno precisato che, la norma in base alla quale per concedere il beneficio è necessario verificare il requisito della continuità ed esclusività dell’assistenza, va interpretata in modo elastico d al momento che il lavoratore può benissimo assicurare una presenza costante, seppur non giornaliera. In modo tale da permettere alla persona che si occupa solitamente del parente malato di prendersi alcuni giorni di libertà.

            Per approfondire

            Leggi la sentenza

             

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              LEGGE DI STABILITÀ 2015 E PERSONE CON DISABILITÀ

              Fonte www.handylex.it – Il sito HandyLex ripropone i tratti salienti della Legge di Stabilità da poco in Gazzetta Ufficiale con gli “aggiustamenti” intervenuti in sede di discussione e approvazione.

              La Legge di stabilità 2015 conferma interventi di notevole contenimento e riduzione della spesa pubblica e dall’altra una serie di misure che – nel loro intento – vorrebbero favorire l’assunzione a tempo indeterminato e a mantenere ammortizzatori per chi perde il lavoro. La riduzione della spesa pubblica colpisce in particolare le Regioni – sulle quali gravano anche gli impegni per il Patto della salute – e gli Enti Locali, ma riduce anche molti capitoli di spesa dei Ministeri.

              Ancora timida invece è la spending review (cioè un intervento selettivo sulla qualità della spesa pubblica) almeno rispetto all’ammontare e alle modalità preventivate e ampiamente enfatizzate nell’estate scorsa. Inoltre i vincoli posti dell’Unione Europea hanno spinto Governo e Parlamento a prevedere anche un pesante aumento delle aliquote IVA a partire dal gennaio 2016. Quella ordinaria passerà al 24% nel 2016, al 25 dal 2017, al 25,5 % dal gennaio 2018. Stessa sorte è riservata all’aliquota attualmente al 10%: 12% dal 2016, 13% dal 2017. L’aumento previsto potrà essere evitato solo se la revisione della spesa pubblica consentirà ulteriori risparmi e contenimento del debito pubblico (in tendenziale aumento).

              Per leggere l’articolo integrale clicca qui

              Per approfondire

              Leggi la guida per le norme su sanità e welfare a cura della segreteria della conferenza delle regioni e delle provincie autonome

              Leggi l’approfondimento proposto dal Ministero della Salute “La salute nella Legge di stabilità 2015”