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CAPRI: ALLARME BARRIERE IN QUELLA SCUOLA

Fonte www.superando.it «Qualche settimana fa – si legge in una nota diffusa dalla FISH Campania (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – è stato inaugurato ad Anacapri un nuovo Istituto Scolastico che raccoglie tutte le scuole superiori dell’Isola di Capri. Purtroppo, come segnalatoci dall’Associazione Capri senza barriere, tramite il presidente di essa Michele Lembo, il nuovo plesso non rispetta la normativa in materia di abbattimento delle barriere architettoniche, sia per quanto riguarda il mancato funzionamento dell’ascensore, sia per la presenza all’interno del nuovo edificio di alcune barriere architettoniche, che impediscono l’accesso alla palestra agli studenti con disabilità motoria».

«La nostra Federazione – commenta Daniele Romano, presidente della FISH Campania – raccoglie la denuncia fatta dal presidente Lembo e chiederà al Sindaco della Città Metropolitana di Napoli di provvedere al rispetto della normativa in materia di accessibilità. Le Istituzioni, infatti, dovrebbero garantire a tutte le persone con disabilità la non discriminazione, la pari opportunità e l’accessibilità, come previsto dall’articolo 3 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che ormai da quasi nove anni è Legge dello Stato Italiano [Legge 18/09, N.d.R.]. E invece ancora una volta dobbiamo denunciare che ciò non avviene o che avviene in maniera sbagliata».

«E del resto – conclude Romano – va sempre ricordato che l’accessibilità non è solo prevedere uno scivolo o un ascensore, ma è anche coinvolgere i diretti interessati, per rendere un luogo realmente senza barriere».

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: federhand.fishcampania@gmail.com

*Cui Anffas Onlus aderisce

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    LEGGE 104 E LICENZIABILITÀ DI CHI ASSISTE UN FAMILIARE CON DISABILITÀ

    Fonte www.disabili.com – Nell’ambito di permessi lavorativi da Legge 104/1992 previsti per chi deve prendersi cura ed assistere un familiare con disabilità, sorgono non di rado di rado dei contenziosi tra lavoratore e datore di lavoro. La legge, infatti, è volta a tutelare il lavoratore – per il cui tramite si realizza il primario diritto all’assistenza del familiare cui sia stato riconosciuto la disabilità grave -ma anche la controparte dell’azienda.

    Alcune sentenze in merito hanno infatti ricordato i casi in cui è legittimo licenziare chi assiste un familiare con disabilità ma anche quelli in cui i diritti del lavoratore prevalgono sulla burocrazia.

    Torniamo sulla questione, alla luce di una recente sentenza della Corte di Cassazione che ha ribadito come il fulcro intorno al quale ruotano i permessi dell’art. 3 comma 3 della Legge 104/92 sia la persona con disabilità e i suoi diritti, che possono imporre limitazioni al potere del datore di lavoro, ad esempio in ambito di trasferimento di sede.

    IL LAVORATORE TRASFERITO E LICENZIATO – Il caso è quello di un lavoratore beneficiario delle disposizioni previste dalla Legge 104/1992 in quanto familiare convivente di una persona con disabilità grave che abbisogna di assistenza. Il lavoratore in questione era stato trasferito senza il suo consenso da una sede ad un’altra che distava pochi chilometri sia dalla prima che dalla sua abitazione, ed era stato adibito a mansioni equivalenti (presso la mensa di un carcere). Di fronte alla comunicazione del trasferimento di sede, il lavoratore non aveva però prestato il suo consenso, e non si era successivamente presentato al lavoro presso la nuova sede. A fronte di quella che la sua ditta aveva ritenuto una assenza ingiustificata, il lavoratore era stato licenziato.

    IL RICORSO AL TRIBUNALE – Contro questo licenziamento, che aveva ritenuto illegittimo, il lavoratore era quindi ricorso al tribunale di Napoli, il quale aveva rigettato la sua istanza. Stesso giudizio era stato emesso anche in secondo grado, dalla corte d’Appello di Napoli, ritenendo legittimo il licenziamento. Fino alla sentenza della Corte di Cassazione (la n. 24015 depositata il 12 ottobre 2017) che ribalta invece il giudizio.

    LA TUTELA DELLA PERSONA CON DISABILITÀ La Cassazione ha accolto il ricorso del lavoratore, riportando la decisione alla funzione originaria della Legge 104/92, e in particolare al principio sancito dall’art.33, comma 5. La Cassazione ha ricordato come la tutela della persona con disabilità passi anche attraverso l’assistenza del familiare, per consentirgli un adeguato livello di sviluppo ed inserimento nel tessuto sociale: “la disposizione dell’art. 33, comma 5, della legge n. 104 del 1992, laddove vieta di trasferire, senza consenso, il lavoratore che assiste con continuità un familiare disabile convivente, deve essere interpretata in termini costituzionalmente orientati – alla luce dell’art. 3, secondo comma, Cost., e della Carta di Nizza che, al capo 3 – rubricato Uguaglianza – riconosce e rispetta i diritti dei disabili di beneficiare di misure intese a garantire l’autonomia, l’inserimento sociale e la partecipazione alla vita della comunità (art. 26) e al capo 4 – rubricato Solidarietà – tratta della protezione della salute, per la quale si afferma che nella definizione e nell’attuazione di tutte le politiche ed attività dell’Unione è garantito un alto livello di protezione della salute umana”.

    La Corte poi si riferisce anche alla Convenzione delle Nazioni Unite del 13 dicembre 2006 sui diritti delle persone con disabilità, ratificata con legge n. 18 del 2009 dall’Italia (C. Cost. n. 275 del 2016) e dall’Unione Europea con decisione n. 2010/48/CE (Cass. 12911/2017, 25379/2016, 2210/2016).

    Inoltre la sentenza ricorda che l’efficacia della tutela della persona con disabilità si realizza anche mediante la regolamentazione del contratto di lavoro in cui è parte il familiare della persona tutelata, in quanto il riconoscimento di diritti in capo al lavoratore è in funzione del diritto del congiunto con disabilità alle condizioni di assistenza. Infine la Cassazione ricorda che il lavoratore non può essere trasferito da una unità produttiva ad un’altra “se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive”. Il datore di lavoro ha pertanto anche questo onere probatorio.

    LA PREVALENZA DELLE ESIGENZE DI ASSISTENZA – In definitiva, la Corte dichiara che, stante il necessario bilanciamento di interessi e di diritti tanto del lavoratore quanto del datore di lavoro, aventi ciascuno copertura costituzionale, dovranno essere valorizzate le esigenze di assistenza e di cura del familiare con disabilità del lavoratore, occorrendo salvaguardare condizioni di vita accettabili per il contesto familiare in cui la persona con disabilità si trova inserita ed evitando riflessi pregiudizievoli dal trasferimento del congiunto ogni volta che le esigenze tecniche, organizzative e produttive non risultino effettive e comunque insuscettibili di essere diversamente soddisfatte (Cass. 25379/2016, 9201/2012).

    È su questo punto – ovvero sulla non verifica da parte della Corte territoriale delle eventuali ripercussioni assistenziali di questo trasferimento sull’assistenza della persona con disabilità, e soprattutto sulle effettive ragioni organizzative produttive dell’azienda, che la cassazione ha rigettatola decisione della Corte d’Appello di Napoli, dando di fatto ragione al lavoratore licenziato.

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      100 MILIONI PER LA FAMIGLIA

      Fonte www.vita.it Il testo della legge di bilancio 2018 è stato trasmesso al Senato. Questo pomeriggio Paolo Gentiloni darà comunicazioni in Senato sui contenuto del disegno di legge di bilancio, aprendo la sessione di bilancio. Le Commissioni dovranno trasmettere i propri rapporti alla 5a Commissione entro la mattina di mercoledì 8 novembre. La Commissione Bilancio concluderà i propri lavori sul disegno di legge di bilancio in tempo utile per poter riferire all’Assemblea nel pomeriggio di martedì 21 novembre.

      Gli emendamenti al disegno di legge di bilancio dovranno essere presentati all’Assemblea entro le ore 18 di lunedì 20 novembre.

      Art. 9 – Promozione del sistema della formazione terziaria non universitaria

      Per consentire agli ITS di incrementare la loro offerta formativa, formando una generazione di giovani in possesso delle competenze necessarie per affrontare le sfide dell’industria 4.0, la legge di Bilancio 2018 incrementa il Fondo destinato agli ITS, con 5 milioni di euro aggiuntivi per il 2018, 15 milioni di euro nel 2019 e 30 milioni di euro a decorrere dal 2020. Art. 16 – Incentivo strutturale all’occupazione giovanile stabile Dal 1° gennaio 2018 i datori di lavoro provati che assumano a tempo indeterminato un giovane under30, avranno per 36 mesi l’esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, per un massimo di 3mila euro annui. Per il solo 2018, l’incentivo vale per le assunzioni di giovani fino ai 35 anni. L’esonero arriva a coprire tutti i versamenti dovuti per chi assume un giovane che abbia svolto in azienda l’alternanza scuola lavoro o l’apprendistato di primo o terzo livello.

      Art. 25 – Disposizioni in materia di potenziamento del contrasto alla povertà

      La quota del Fondo Povertà destinata al rafforzamento degli interventi e dei servizi sociali sale dagli attuali 262 milioni per il 2018 a 297 milioni e dagli attuali 277 annui a decorrere dal 2019 a 347 milioni nel 2019 e 352 annui a decorrere dal 2020. Nel suo complesso, il Fondo viene incrementato di 300 milioni di euro nel 2018, di 700 milioni nel 2019, di 665 milioni nel 2020 e di 263 milioni annui a decorrere dal 2021. Un ulteriore incremento di 235 milioni di euro nelle finalità da individuare con il Piano contro la Povertà. La dotazione del Fondo contro la Povertà quindi è pari a 2.059 milioni per il 2018, 2.545 nel 2019 e 2.745 a decorrere dal 2020.

      Art. 26 – Promozione del welfare di comunità

      Per le erogazioni relativi ai progetti promossi dalle fondazioni per promuovere il welfare di comunità, è riconosciuto alle fondazioni un credito di imposta pari al 65% delle erogazioni effettuate, fino a esaurimento delle risorse disponibili, pari a 100 milioni per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021.

      Art. 29 – Censimenti permanenti

      Nel 2018 ci sarà il censimento del non profit.

      Art 30 – Fondo politiche per la famiglia

      Presso il ministero dell’Economia e delle Finanze è istituito un Fondo da destinare a interventi per le politiche della famiglia, con una dotazione di 100 milioni annui a partire dal 2018.

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        FESTEGGIA IL TUO NATALE CON ANFFAS ONLUS!

        È partita la campagna di Natale di Anffas Onlus per la promozione dei regali solidali realizzati dalle persone con disabilità intellettiva delle strutture Anffas aderenti all’iniziativa “e-Anffas: Idee in Vetrina!”.

        e-Anffas è la prima piattaforma di e-commerce solidale online, una vera e propria vetrina interattiva, – realizzata dall’Associazione grazie anche al contributo di UniCredit Banca – Universo Non Profit – che valorizza il contributo attivo e produttivo delle persone con disabilità intellettive.

        Sul sito www.e-anffas.net potete trovare tutte le creazioni natalizie realizzate dalle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo delle strutture Anffas aderenti all’iniziative. Tutti i prodotti sono pensati per promuovere la conoscenza delle potenzialità delle persone con disabilità, nonché delle attività lavorative e di socializzazione. Le creazioni presenti sulla piattaforma rappresentano la prova che, adeguatamente supportate, le persone con disabilità intellettive riescono a esprimere le loro straordinarie capacità e potenzialità, anche in campo artigianale ed artistico.

        Ogni prodotto realizzato per la campagna di Natale solidale è un pezzo unico e pensato specialmente per rendere il tuo Natale qualcosa di unico! Sono in tutto 20 le strutture Anffas ed enti a marchio distribuiti sull’intero territorio nazionale, da Nord a Sud Italia, che aderiscono al momento all’iniziativa e oltre 200 i prodotti attualmente disponibili sulla piattaforma, ma l’auspicio è che tale numero continui rapidamente a crescere e che cresca esponenzialmente il numero di persone con disabilità intellettive in tutta Italia coinvolte in questo ambiziosissimo progetto.

        Confezioni, ghirlande, vini e liquori, gioielli e accessori decorativi, tutto il necessario per regalarti la magia del Natale!

        Da oggi, da qualsiasi luogo tu ti trovi e in qualsiasi momento, accedendo al sito www.e-anffas.net, sotto la categoria “Natale solidale”, potrai visualizzare tutti i prodotti natalizi i prodotti realizzati dalla persone con disabilità intellettive all’interno delle strutture Anffas e scegliere il tuo preferito!

        Non solo ricevi a casa un pezzo unico, ma contribuisci a stimolare e incoraggiare la creatività, la competenza artistica e artigianale delle persone con disabilità e aiuti la creazione di modelli di attività lavorative autopromosse ed autosostenute.

        Esiste forse un modo migliore di festeggiare il Natale se non regalando a chi più amiamo un pezzo unico che ha la capacità di donare speranza?

        Scopri qui tutti i prodotti del Natale Solidale Anffas 2017

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          INCLUSION INTERNATIONAL’S 17TH WORLD CONGRESS

          Fonte Inclusion international – Sono aperte le iscrizioni per il 17mo Congresso Mondiale di Inclusion International, evento che si svolgerà nei giorni 30 maggio – 1 giugno 2018 a Birmingham. Organizzato in collaborazione con Inclusion Europe* e con il supporto di Mencap, l’evento ha come tema “Learn, Inspire, Lead”, “Impara, Ispira, Guida”.

          Tra i temi in programma vi sono come costituire ed avviare un gruppo di Self-Advocates, come promuovere la chiusura degli istituti, come sostenere l’inclusione scolastica, ecc.

          Per maggiori informazioni sull’evento, consulta la pagina dedicata cliccando qui

          Le iscrizioni si chiuderanno il 30 novembre 2017

          *Cui Anffas aderisce

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            “HEAR OUR VOICES”: APERTE LE ISCRIZIONI!

            Fonte www.inclusion-europe.org – Sono aperte le iscrizioni per Hear Our Voices, l’assemblea dell’EPSA, la European Platform of Self-Advocacy, che si svolgerà dal 5 al 7 dicembre a Bruxelles e che prevede nel programma anche la quarta sessione del Parlamento Europeo delle Persone con Disabilità.

            Tra gli argomenti che saranno trattati vi è anche un focus sulla realizzazione di un’Europa inclusiva e sull’inclusione a vari livelli (casa. città, paesi).

             Per maggiori informazioni sul programma e per iscriversi è possibile consultare la pagina dedicata cliccando qui

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              UNA BUONA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO FA BENE A TUTTE LE PERSONE CON DISABILITÀ

              Fonte www.superando.itNel mondo le persone con disabilità sono più di un miliardo (il 15% della popolazione mondiale, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) e l’82% di esse vivono in Paesi in Cerca di Sviluppo. Il 95% di quelle che vivono nei Paesi poveri non hanno accesso ai servizi riabilitativi e sanitari (380 milioni di persone) né ad appropriati servizi di base, mentre più dell’85% nel mondo non hanno un impiego e solo il 5% dei minori con disabilità hanno potuto accedere a un’educazione formale (l’Unicef calcola in oltre100 milioni i bambini esclusi dalle scuole).

              La condizione di disabilità è causa ed effetto di povertà, perché le persone con disabilità sono soggette a discriminazioni e a mancanza di pari opportunità, che ne producono una limitazione alla partecipazione sociale e violano ogni giorno i loro diritti umani. La visione negativa che la società trasferisce sulle persone con disabilità produce un fortissimo stigma sociale, che ha conseguenze in tutti i campi della vita economica, culturale, politica e sociale. E ancora, in caso di guerra, di catastrofi naturali o causate dall’uomo, le persone con disabilità sono le prime a patire le terribili conseguenze delle emergenze, spesso con la morte e la mancanza di attenzione alla loro condizione. Hanno infatti il triplo di probabilità di morire e a causa delle catastrofi, una cospicua percentuale della popolazione colpita vive condizioni di disabilità.

              Per tutto ciò, dunque, si può dire che le persone con disabilità rappresentino i “più esclusi fra gli esclusi”, i “più discriminati fra i discriminati”, i “più poveri tra i poveri”.

              In termini quantitativi, le persone con disabilità che vivono nei Paesi in Cerca di Sviluppo rappresentano più di un terzo dei più poveri del mondo.

              L’attenzione che la comunità internazionale ha prestato alla condizione delle persone con disabilità è andata crescendo, prima con l’anno 1981 dedicato dall’ONU alle persone con disabilità, poi con la Decade 1982-1991 per le Persone con Disabilità; è stata quindi la volta delle Regole Standard per l’Uguaglianza di Opportunità delle Persone con Disabilità (1993) e infine dell’approvazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (2006).

              Quest’ultima ha rappresentato una vera e propria rivoluzione all’interno del dibattito internazionale, spostando la visione della condizione delle persone con disabilità da un modello medico a un modello sociale della disabilità stessa, basato sul rispetto dei diritti umani.

              Proprio la Convenzione ha inserito all’articolo 32 il tema della cooperazione allo sviluppo, introducendo novità nel metodo e nei contenuti delle azioni e dei progetti e l’articolo 11 sul rispetto dei diritti delle persone con disabilità in caso di situazioni di emergenza.

              Cooperazione allo sviluppo e persone con disabilità

              Da vari anni a livello internazionale sono stati sollevati i problemi di un utilizzo dei fondi della cooperazione internazionale rispettoso dei diritti delle persone con disabilità. Infatti, da un lato le attività di cooperazione allo sviluppo non si occupano delle persone con disabilità (una ricerca ha fatto emergere che nei Paesi dell’Unione Europea circa il 2-5% dei fondi è destinato a progetti indirizzati specificamente a persone con disabilità); dall’altro, i progetti finanziati dalle Agenzie Nazionali e Internazionali non includono il mainstreaming della disabilità nelle attività ordinarie, garantendo accessibilità e pari opportunità [per “mainstreaming” si intende qui il fatto che le questioni legate alla disabilità debbano essere prese in considerazione tanto nella pianificazione quanto nell’esecuzione di tutte le politiche che abbiano un certo impatto sulla società, N.d.R.].

              Il tema è diventato obiettivo delle iniziative delle organizzazioni di persone con disabilità ed è stato posto all’ordine del giorno dei Governi, delle Agenzie e dei donatori internazionali. Oggi le Nazioni Unite includono le persone con disabilità all’interno delle loro politiche di prevenzione e intervento in caso di catastrofi naturali e create dall’uomo (tenendo conto dei 65 milioni di persone costrette ad abbandonare le loro case dopo tali eventi, si parla di quasi 10 milioni di persone con disabilità).

              Infatti, il documento Sendai Framework for Disaster Risk Reduction 2015-2030 impegna gli Stati ad intervenire verso queste persone in caso di emergenze, coinvolgendo le Associazioni di persone con disabilità nella progettazione, primo intervento e assistenza alle vittime. Gli stessi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU (Sustainable Development Goals, ovvero SDGs), vale a dire la politica internazionale su cui si basa lo sviluppo economico, sociale, ambientale e umano di tutti i Paesi del mondo, citano in vari punti le persone con disabilità, che devono beneficiare di tutti gli avanzamenti della società.

              Non a caso lo slogan alla base dei 17 Obiettivi e delle 169 Azioni degli SDGs è che «nessuno rimanga indietro».

              Anche la Commissione Europea ha riconosciuto questo approccio a due binari nelle proprie Linee Guida sulla Disabilità e la Cooperazione allo Sviluppo. Inoltre, una Risoluzione del Parlamento Europeo del gennaio 2006 impegna la Commissione Europea ad essere più attiva su questo tema e a prendere misure concrete per attuare le Linee Guida nei futuri programmi tematici e geografici.

              In tal senso, già la decisione di EuropeAid di impegnare nel periodo 2007-2013 il 20% delle proprie risorse per progetti sociali è un primo impegno. Inoltre, è in corso di svolgimento un progetto finanziato proprio dalla Commissione Europea, che coinvolge dodici Paesi, e che promuove iniziative riguardanti il mainstreaming della disabilità nella cooperazione allo sviluppo.

              L’anno scorso, infine, il Consensus Europeo sugli Aiuti Umanitari e quello sulla Cooperazione Internazionale hanno incluso l’attenzione alle persone con disabilità. Sulla base di questo dibattito internazionale e di iniziative di progetti in vari Paesi europei, alcune Agenzie Nazionali Governative hanno definito documenti di indirizzo sul tema.

              L’approvazione della Convenzione ONU ha segnato, come detto, un momento di svolta nell’attenzione ai diritti delle persone con disabilità anche sulle politiche di cooperazione allo sviluppo. L’articolo 32 di essa, infatti, ha introdotto nuovi princìpi nelle attività di questo àmbito. In particolare, riconoscendo il ruolo delle organizzazioni di persone con disabilità nelle attività di cooperazione allo sviluppo, sulla base del principio Niente su di Noi senza di Noi, quell’articolo prevede che la cooperazione internazionale:

              ° Includa le persone con disabilità e garantisca l’accessibilità degli interventi alle stesse persone con disabilità, compresi i programmi di sviluppo internazionali.

              ° Agevoli e sostenga la formazione di capacità di azione, anche attraverso lo scambio e la condivisione di informazioni, esperienze, programmi di formazione e buone pratiche.

              ° Agevoli la cooperazione nella ricerca e nell’accesso alle conoscenze scientifiche e tecniche.

              ° Fornisca, nella misura appropriata, assistenza tecnica ed economica, anche agevolando l’accesso e la condivisione di tecnologie accessibili e di assistenza e tramite il trasferimento di tecnologie.

              Oggi, la cooperazione italiana è tra le più avanzate sul tema, con un Piano d’Azione sulla Disabilità, definito nel 2013, con specifiche Linee Guida (ora al terzo aggiornamento) e con una serie di documenti che si sono occupati di garantire l’accessibilità in tutti i progetti finanziati dalla cooperazione italiana. E da ultimo, ma non ultimo, con un Vademecum, il primo di uno Stato, sull’inclusione delle persone con disabilità negli aiuti umanitari, con una particolare attenzione all’educazione inclusiva.

              Per leggere l’articolo integrale clicca qui

              *Componente dell’Esecutivo Mondiale di DPI (Disabled Peoples’ International).