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RIFORMA TERZO SETTORE, RESIDENZE SOCIO SANITARIE AL BIVIO

Fonte www.vita.it – Nell’ottica di rendere più chiari i confini tra attività commerciale e attività non profit il codice del Terzo settore ridisegna i parametri su cui commisurare il carattere non commerciale dell’attività svolta. Spetterà agli enti verificare le proprie caratteristiche e il modello operativo al fine di selezionare la soluzione fiscalmente più conveniente tra quelle messe a disposizione dalla riforma.

È possibile sul punto fare un esempio prendendo spunto dal trattamento fiscale dei proventi percepiti nella gestione di una RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali).

Secondo la disciplina attuale, in linea di massima se le RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) sono gestite da una ONLUS (art. 10, d.lgs. n. 460 del 1997) sarà possibile individuare una attività principale decommercializzata ai fini dell’IRES (es. attività svolta nei confronti di anziani qualificabili come “svantaggiati”) oppure “attività direttamente connesse” alle precedenti (ad es. attività delle case di cura nei confronti di ospiti non in condizioni di svantaggio, cfr. circ. 48/E/2004) che non concorrono alla formazione del reddito imponibile se svolte nei limiti del 66 per cento rispetto alle spese complessive dell’ente.

Con il codice del terzo settore gli enti che svolgono attività socio sanitaria, come le RSA, potranno optare per varie alternative ottimizzando il carico fiscale in funzione delle modalità di svolgimento dell’attività istituzionale.

In primo luogo, tenendo conto dei requisiti richiesti all’art. 79 del CTS occorrerà verificare se i costi (sia diretti che indiretti) relativi alla gestione del servizio (considerando sia le attività istituzionali principali che secondarie) superano i corrispettivi ricevuti dall’utenza, considerato anche l’eventuale contributo erogato dalla pubblica amministrazione (nel calcolo della prevalenza non vanno considerati i ticket sanitari). In caso di esito positivo l’ente potrà considerarsi, a tutti gli effetti, come “non commerciale” e potrà accedere ai regimi forfetari agevolati per la tassazione dei relativi proventi.

Laddove l’ente dovesse qualificarsi come commerciale mantiene, a differenza della attuale legislazione, il proprio status di “ente del terzo settore” con assoggettamento a tassazione dei proventi in misura ordinaria (gli effetti fiscali sotto questo profilo potrebbero risultare irrilevanti laddove gli esercizi dovessero risultare in perdita). Nel caso in cui il requisito della prevalenza richiesto all’art. 79 non dovesse essere soddisfatto o l’ente ritenesse di voler fruire comunque di un diverso trattamento, potrà accedere al regime dell’impresa sociale che, con la riforma del terzo settore, trova per la prima volta una autonoma dignità sotto il profilo fiscale. In questo modo l’ente si vedrà detassare tutti gli utili conseguiti se reinvestiti entro due anni nelle finalità sociali perseguite, senza alcun obbligo di svolgere alcun calcolo di prevalenza in merito alla natura dell’attività svolta

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    TORNA VIVAIO SUD

    Fonte comunicato stampa Forum Terzo Settore – Da quattro anni Vivaio Sud è un appuntamento seguito da molte associazioni, cooperative, gruppi che animano l’innovazione sociale e culturale nel Mezzogiorno. E’ promosso da Mecenate 90 e dal Forum del Terzo Settore.

    Questa edizione sarà dedicata in modo particolare alla gestione e al riuso degli spazi abbandonati o inutilizzati di proprietà pubblica. Non solo nelle grandi città, ma anche in quelle medie e piccole, associazioni, cooperative e imprese sociali restituiscono beni pubblici alla fruizione dei cittadini e dei viaggiatori, migliorando la coesione sociale e creando buona occupazione.

    Il convegno sarà l’occasione per raccogliere testimonianze, esperienze, idee da condividere formulando proposte che possano favorire il risanamento dei quartieri e dei centri storici, valorizzando il patrimonio culturale pubblico.

    I lavori saranno introdotti da Filiberto Parente – Portavoce del Forum del Terzo Settore della Campania, Ledo Prato – Segretario generale Mecenate 90, Maurizio Mumolo – Direttore Forum Terzo Settore e Mariarita Giordano – Assessore alle Politiche Giovanili e Innovazione Comune di Salerno. Interverranno al dibattito Alberto Improda – Studio Legale Improda e Associati, Marco Imperiale – Direttore Fondazione con il Sud, Marco Vecchione – Agenzia del Demanio –Coordinatore attività di valorizzazione, Concetta Granato – INVITALIA e Vittorio Cogliati Dezza – Segreteria nazionale Legambiente.

    Chiuderà il dibattito l’On. Luigi Bobba, Sottosegretario al lavoro con delega al Terzo settore e alle politiche giovanili.

    “Vivaio Sud – ha dichiarato Ledo Prato, Segretario generale di Mecenate 90 – è uno straordinario laboratorio di idee e progetti che testimoniano la vitalità della Campania e di molte aree del Mezzogiorno, in termini di innovazione sociale, culturale e turistica. Nonostante le mille difficoltà, un apparato burocratico complesso e norme poco chiare, molti giovani talenti del Mezzogiorno continuano ad investire il proprio futuro nei luoghi di residenza, contribuendo a sottrarre all’abbandono significative testimonianze del patrimonio culturale.”

    “La questione del riuso e della gestione degli spazi inutilizzati o abbandonati – ha dichiarato Maurizio Mumolo, Direttore Forum Terzo Settore – è di importanza strategica per la sopravvivenza e per il consolidamento delle organizzazioni di Terzo settore, in particolare del Sud Italia. Gli enti di Terzo settore sono per la maggior parte realtà piccole o piccolissime, dotate di bilanci esigui, che molto spesso non consentono loro di dotarsi di una struttura propria. Ecco perché è fondamentale mettere a disposizione di queste organizzazioni, le quali possiedono competenze e strumenti per valorizzarli, spazi che altrimenti non avrebbero alcuna utilità. Tanto al Sud quanto al Nord esiste poi un patrimonio vastissimo di beni confiscati alla criminalità organizzata: il loro riutilizzo, però, è complicato dal fatto di doverli rimettere in condizioni di agibilità”.

    *A cui Anffas Onlus aderisce

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      DISABILITÀ: CONVENZIONE ONU E SANTA SEDE

      Fonte comunicato stampa Fish* – Andrea Stella è ormai noto alle cronache come il velista con disabilità che gira il mondo a bordo del suo catamarano “Lo Spirito di Stella”. Una imbarcazione priva di barriere e adattata che gli ha consentito di perseguire il suo progetto Wheels on Waves (WoW): solcare i mari per promuovere i diritti delle persone con disabilità.

      Con sé ha portato, oltre alla passione, il testo della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, proponendola in ogni angolo del globo e consegnandola a istituzioni e autorità. E proprio in questi giorni Andrea ha raggiunto due personalità di indubbio carisma, fascino e autorevolezza: Papa Francesco e il Dalai Lama.

      In particolare la consegna della Convenzione ONU al Santo Padre evoca nel movimento delle persone con disabilità, credenti o meno, non poche aspettative. Oltre alla soddisfazione per i due storici incontri che riaprono il tema del rapporto fra disabilità e confessioni religiose, Vincenzo Falabella, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, osserva: “La Santa Sede non ha ancora ratificato la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità. Il gesto di Andrea Stella e l’Udienza con Papa Francesco può forse rappresentare l’occasione per riprendere il filo di una riflessione che potrebbe generare profondi cambiamenti sia in termini pastorali che, quindi, culturali. Contare sulla condivisione ideale e formale della Chiesa attorno ai diritti e all’inclusione così come profilati dalla Convenzione ONU sarebbe di sicuro impatto su di una comunità che non conosce confini nazionali. La temperie attuale e le grandi aperture di Papa Francesco su temi sensibili ci fanno ben sperare in positive evoluzioni.”

      *Cui Anffas Onlus aderisce

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        L’AUTORE DEL CARTELLO DI CARUGATE SCRIVE A LEDHA

        Fonte comunicato stampa Ledha – Alcuni giorni fa LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità ha ricevuto una lettera da parte dell’autore del cartello di insulti affisso circa un mese fa al centro commerciale “Carosello” di Carugate.

        “Nel momento in cui abbiamo sporto denuncia per questo fatto, avevamo auspicato un incontro con la persona che ha appeso il cartello -commenta Marco Faini, vicepresidente di LEDHA-. Questa lettera rappresenta un primo passo in avanti”.

        La lettera, arrivata tramite raccomandata, contiene le scuse da parte dell’autore del gesto che spiega di aver agito di impulso e di non “credere in alcun modo” a quello che ha scritto, “né estendo il pensiero in alcun modo all’intera categoria”.

        Il signor D.T. scrive di non aver voluto offendere le persone con disabilità “nella loro totalità” e per questo si è reso disponibile a dedicare parte del proprio tempo libero a riparare l’offesa arrecata.

        “Purtroppo, il signor D.T. non ci ha lasciato un recapito telefonico né un indirizzo di posta elettronica a cui poterlo contattare tempestivamente -aggiunge Marco Faini-. Abbiamo fatto diversi tentativi per reperire un suo contatto telefonico, ma senza successo”.

        Per questo motivo LEDHA ha risposto ieri con una lettera in cui – oltre a esprimere apprezzamento per le scuse – torna ad auspicare un incontro de visu con il signo D.T. chiedendogli di mettersi in contatto direttamente con l’associazione.

        La vicenda La vicenda del cartello di Carugate è stata ampiamente raccontata dai media locali e nazionali nelle ultime settimane di agosto. Un uomo -identificato dalle forze dell’ordine- ha appeso nel parcheggio del centro commerciale “Carosello” di Carugate un cartello contenente gravi offese alle persone. A seguito di questo episodio LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità ha deciso di sporgere denuncia contro l’autore di questo gesto. Denuncia che a oggi non è stata ritirata. Le parole del cartello affisso a Carugate, infatti, rappresentano una gravissima offesa per tutte le persone con disabilità.

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          INCLUSIONE SCOLASTICA, IL COMUNICATO DEL COMITATO PRO DIRITTI H DI RAGUSA

          Fonte comunicato stampa Pro Diritti H – Nel corso di questa settimana vedrà gradualmente avvio il nuovo anno scolastico per le classi di ogni ordine e grado. Ma, come ogni anno (da qualche anno a questa parte), non a tutti gli studenti sarà immediatamente garantito il diritto all’istruzione (così come costituzionalmente sancito e così come disposto dalla Convenzione ONU per le Persone con Disabilità) al pari di ogni altro.

          Il Presidente del “PRODIRITTI-H”, Salvatrice Cilia*, a seguito dell’incontro tenutosi in Provincia con il dirigente Dott. Falconieri lo scorso 8 settembre ci comunica lo stato dell’arte relativo all’avvio dei servizi.

          Molto probabilmente i servizi scolastici di trasporto e di assistenza rivolti alle persone con disabilità frequentanti gli istituti di istruzione superiore ricadenti sul territorio provinciale sarà avviato non prima del 18 settembre a causa del ritardo negli incontri alla Regione indispensabili per la definizione delle assegnazioni dei fondi ed al conseguente ritardo nell’impegno al trasferimento dei predetti fondi.

          Il “PRODIRITTI-H” prende, comunque, atto che gli uffici della nostra Provincia hanno ben lavorato e sarebbero stati pronti per il normale avvio del servizio, se gli incontri regionali fossero stati calendarizzati in tempo utile per espletare tutti gli adempimenti tecnici propedeutici all’avvio del servizio. Si auspica che la procedura dell’affidamento dei servizi si svolga regolarmente e nel più breve tempo possibile per potere far partire i servizi stessi alla data prevista del 18 settembre p.v.

          *La sig.ra Cilia ricopre anche la carica di Direttore di Anffas Ragusa

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            DIRITTI E INCLUSIONE: UNA GUIDA PER LE IMPRESE

            Fonte www.unglobalcompact.org – United Nations Global Compact e International Labour Organization hanno realizzato una Guida dedicata al mondo dell’imprenditoria volta a sensibilizzare sui temi della disabilità. Esplicito in tal senso il sottotitolo: “How business can respect and support the rights of persons with disabilities and benefit from inclusion”, ossia “Come il mondo delle imprese può rispettare e supportare i diritti delle persone con disabilità e beneficiare dall’inclusione”.

            Tra gli obiettivi della Guida vi sono la promozione dei diritti delle persone con disabilità e dell’inclusione in ogni ambito della società, in particolare nell’ambito lavorativo e imprenditoriale e la tutela e valorizzazione dei cittadini con disabilità come manager, impiegati, consumatori, ecc.

            La Guida, disponibile solo in lingua inglese, è consultabile cliccando qui.

            Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina dedicata https://www.unglobalcompact.org/library/5381

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              LE REGIONI METTONO I 50 MILIONI

              Le Regioni hanno approvato il riparto del Fondo per la non autosufficienza, per un totale complessivo di 498.600.000 euro (qui la tabella di riparto).

              Le Regioni hanno integrato il Fondo con 50 milioni di risorse regionali, che riportano il fondo ai circa 500 milioni di euro stabiliti dal Governo per il 2017. Si chiude oggi una vicenda paradossale iniziata tra febbraio e marzo, quando le Regioni scelsero di contribuire al bilancio dello Stato rinunciando a 485 milioni di trasferimenti. Il 23 dicembre il Consiglio dei Ministri aveva disposto che nel 2017 il Fondo per le non autosufficienze fosse incrementato di 50 milioni di euro e portato a 500 milioni.

              Si trattava dell’aumento promesso dal ministro Giuliano Poletti già a 30 novembre, in sede di Tavolo per la non autosufficienza: i 50 milioni di incremento si aggiungevano ai 400 del fondo stabilizzato lo scorso anno e ai 50 già stanziati in legge di Bilancio alla Camera. L’8 febbraio la Camera approvò la conversione del decreto per il Mezzogiorno, con i 50 milioni di euro in più per il Fondo Non Autosufficienza ma pochi giorni dopo, già il 14 febbraio, al Tavolo Non Autosufficienza il ministro Giuliano Poletti aveva confermato il fatto che Ministero dell’Economia e delle Finanze stesse valutando la possibilità di tagliare tanto il Fondo per le Non Autosufficienze (500 milioni per il 2017) quanto il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali (poco più di 300 milioni di euro) a seguito dell’Intesa sancita in Conferenza Stato Regioni che per l’anno 2017.

              Nelle settimane successive, in base a un accordo «scaturito da una comune assunzione di responsabilità istituzionale», il Governo si era impegnato a reperire le risorse per ripristinare il Fondo per le Politiche Sociali e le Regioni a integrare i 50 milioni del Fondo per la non autosufficienza. Il Governo ha reso disponibili 212 milioni di euro nell’ambito del decreto sul Reddito di Inclusione, «un intervento che ha di fatto ripristinato integralmente il fondo per le politiche sociali».

              Le Regioni «a fronte di questo impegno rispettato, hanno approvato il riparto del Fondo per la non autosufficienza che era stato anch’esso ridotto e che è stato integrato con 50 milioni di risorse regionali tornando così al livello precedente e cioè a circa 500 milioni».

              «Questo è il frutto di un importante lavoro di collaborazione fra lo Stato e le Regioni per servizi fondamentali che riguardano persone in gravi difficoltà», ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini: «Sono risorse per prestazioni, interventi e servizi assistenziali nell’ambito dell’offerta integrata socio-sanitaria per persone non autosufficienti. Le aree prioritarie di intervento riguarderanno il supporto alla persona non autosufficiente e alla sua famiglia attraverso l’incremento dell’assistenza domiciliare, trasferimenti monetari ed azioni complementari all’assistenza domiciliare».