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SCUOLA STATALE, I PRIMI DATI 2016-

Fonte www.istruzione.it – Si intitola “Focus – Anticipazione sui principali dati della scuola statale” il primo report diffuso dal MIUR relativo ai dati per l’anno scolastico in corso che fornisce una sintesi dei principali dati relativi alla scuola statale, derivanti dalle procedure di organico per l’anno scolastico 2016/2017, in riferimento alle sedi scolastiche, alla numerosità degli alunni e delle classi ed alla consistenza delle dotazioni organiche del personale docente, sia su posti comuni che su posti di sostegno.

In appendice si presenta anche una sintesi dei dati sulle scuole paritarie riferiti all’anno scolastico appena concluso, provenienti dalle Rilevazioni sulle scuole. Per quanto riguarda gli alunni con disabilità, di seguito alcuni numeri:

– nella scuola dell’infanzia sono 17.625 (su un totale di 978.081)

– nella scuola primaria sono 79.777 (su un totale di 2.572.969)

– nella scuola secondaria di primo grado sono 65.227 (su un totale di 1.638.684)

– nella scuola secondaria di secondo grado sono 61.880 (su un totale di 2.626.674)

Gli insegnanti di sostegno sono invece 124.572 su tutto il territorio.

La pubblicazione Miur è disponibile qui

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    INSERIMENTO LAVORATIVO: NOVITÀ E SCADENZE 2017 PER LE AZIENDE

    Fonte www.disabili.com – Con l’entrata in vigore del d.lgs n. 185/2016 (decreto correttivo del Jobs Act) ci sono stati dei correttivi in materia di collocamento dei lavoratori con disabilità, che è regolato dalla Legge 68/99 – e seguenti modifiche.

    In questo articolo sono indicate alcune delle novità,utili non solo ai lavoratori ma anche alle aziende che sono tenute ad ottemperare a tali obblighi.

    LA PRIMA SCADENZA DEL 2017 PER LE AZIENDE – Una data che le aziende devono cerchiare in rosso sul calendario è quella del 31 gennaio 2017: giorno in cui scade il termine per trasmettere il prospetto informativo relativo agli obblighi di assunzione di lavoratori con disabilità.

    IL PROSPETTO INFORMATIVO – Il prospetto Informativo Disabili è un documento che va trasmesso telematicamente al servizio provinciale di competenza da parte dell’azienda, dove si indica la situazione occupazionale dell’azienda – ovvero quanti lavoratori conta – per la verifica degli adempimenti rispetto all’assunzione di persone appartenenti alle categorie protette o persone con disabilità.

    Questo prospetto interessa tanto i datori di lavoro pubblico quanto privato che abbiano in carico almeno 15 dipendenti. Una delle novità previste dal correttivo del Jobs Act, è infatti questa: l’obbligo di assunzione di un lavoratore disabile scatta dal 15esimo dipendente (non più dal sedicesimo).

    GLI OBBLIGHI DI ASSUNZIONE – I datori di lavoro sono pertanto obbligati a riservare una quota di posti di lavoro per persone con disabilità rispetto a queste fasce:

    – 1 posto se occupano da 15 a 35 dipendenti

    – 2 posti, se occupano da 36 a 50 dipendenti

    – il 7% dei lavoratori in forza, se occupano più di 50 dipendenti

    Va ricordato inoltre che per le aziende in particolari situazioni (fallimento, mobilità etc) l’obbligo di assumere lavoratori disabili può venire sospeso temporaneamente.

    COME SI CALCOLA LA QUOTA DI RISERVA  – L’articolo 3 della L. 68/99 definisce quota di riserva il numero di lavoratori appartenenti alle categorie protette che l’azienda è tenuta ad assumere. Essa va calcolata (rispetto a criteri stabiliti dall’art. 4) considerando i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato alle dipendenze dell’azienda. Per i dettagli su cosa si intenda per “lavoro subordinato” rimandiamo alla pagina delle FAQ del sito click lavoro.

    È anche sul computo della quota di riserva che interviene il correttivo al Jobs Act, segnalando che si debbano considerare nella quota di riserva anche i lavoratori già assunti – anche non attraverso il collocamento mirato – che abbiano una capacità lavorativa pari o superiore al 60%. Quindi non più a partire dal 61% come precedentemente, con almeno il 60%. Questo significa che se in una azienda è già in carico un lavoratore con capacità lavorativa superiore al 60%, questo lavoratore va scorporato dalla base “imponibile”, anche se non fu assunto attraverso il collocamento obbligatorio. Inoltre, in caso di future scoperture, questo lavoratore si considererà a copertura della quota di riserva.

    SANZIONI PIÙ SALATE – Come vi avevamo già riportato, il correttivo al Jobs Act interviene anche sulle sanzioni per le aziende che non ottemperano agli obblighi di assunzione della quota riservata. L’art. 5 comma 1 lettera b) modifica l’art. 15 della legge n. 68/99 come di seguito indicato:

    a) La sanzione per ogni giornata lavorativa di mancata assunzione di un lavoratore con disabilità è stabilita in “una somma pari a cinque volte la misura del contributo esonerativo di cui all’articolo 5, comma 3-bis”. Considerato che attualmente il contributo esonerativo è pari a € 30,64 Euro (art. 5, comma 3 legge n. 68/99), la sanzione per ogni giorno di mancata assunzione del lavoratore disabile è oggi pari a € 153,20 Euro. La quota sarà aggiornata ogni cinque anni con Decreto del Ministero del Lavoro.

    b) L’illecito diviene, inoltre, diffidabile ex art. 13 del d.lgs n. 124/2004. In particolare, la diffida si considererà ottemperata in caso di: – presentazione agli uffici competenti della richiesta di assunzione; – stipula del contratto di lavoro con la persona con la disabilità avviata dagli uffici. Questo significa che la sanzione può arrivare a ridursi fino a 38,30 euro se il datore di lavoro ottempera successivamente alla diffida, assumendo il lavoratore disabile o presentando richiesta di assunzione agli uffici competenti.

    I BONUS PER LE ASSUNZIONI DI PERSONALE CON DISABILITÀ – Ricordiamo infine che sono previste delle agevolazioni per le aziende che assumono lavoratori con disabilità.

    Qui trovate l’articolo dedicato alle agevolazioni assunzioni di persone con disabilità.

    Per approfondire: la circolare sui Correttivi al collocamento delle persone con disabilità della Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro

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      NUOVI CORSI DI SPECIALIZZAZIONE PER IL SOSTEGNO

      Fonte www.superando.it – All’inizio di dicembre, il Ministro dell’Istruzione ha emanato un Decreto (948/16), tramite il quale sono state autorizzate le Università a programmare nuovi corsi di specializzazione per le attività di sostegno, d’intesa con gli Uffici Scolastici Regionali e sulla base delle norme indicate nel Decreto Ministeriale 249/10 (articoli 5 e 13) e in quello del 30 settembre 2011.

      Si fa riferimento a corsi cui potranno accedere i docenti muniti di abilitazione all’insegnamento per i diversi ordini e gradi di scuola. Verranno iscritti in soprannumero anche i vincitori delle prove selettive dei precedenti corsi che non abbiano svolto il corso. Infine, saranno ammessi alla frequenza con il riconoscimento dei crediti formativi già maturati, quanti avevano sospeso la frequenza di corsi precedenti.

      Tutti gli interessati, quindi, possono sin d’ora rivolgersi alle Segreterie delle Facoltà di Scienze della Formazione delle varie Università per avere ulteriori informazioni.

      «L’emanazione di questo Decreto – commenta Salvatore Nocera – appare molto opportuna, dal momento che per il corrente anno scolastico sono stati nominati numerosi supplenti per il sostegno privi del titolo di specializzazione, poiché le rispettive graduatorie ne erano sprovviste. Sarebbe opportuno, in tal senso, che, qualora il conseguimento del titolo di specializzazione avvenisse dopo la scadenza dei termini per la presentazione delle domande di supplenza nelle graduatorie provinciali e d’istituto, il Ministero emanasse una circolare con la quale consentire la messa a disposizione dei capi d’istituto, in tutte le Province italiane, degli aspiranti a supplenze specializzati, da aggiungere in calce alle graduatorie, onde porre rimedio al loro esaurimento».

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        NUOVI LEA, APPENA NATI SONO GIÀ VECCHI

        Fonte www.vita.it – «Il premier ha firmato i nuovi Lea e il Nomenclatore delle protesi: passaggio storico per la sanità italiana»: così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, su twitter ha annunciato il via libera definitivo dei nuovi Lea, già approvati dal Parlamento e firmati da lei lo scorso 21 dicembre. Si tratta effettivamente di un aggiornamento atteso da oltre 15 anni: un’eternità.

        Nei Lea c’è anche il nuovo piano vaccini, che introduce l’anti-papillomavirus per l’uomo, l’anti-pneumococco e l’anti-meningococco B. Vi è l’introduzione dello screening neonatale per la sordità congenita e la cataratta congenita e l’estensione a tutti i nuovi nati dello screening neonatale. C’è la revisione dell’elenco delle malattie rare e lo spostamento tra le malattie croniche di alcune patologie prima considerate malattie rare, come la celiachia e la sindrome di Down.

        Tuttavia l’arrivo dei Nuovi Lea non è salutato con favore da gran parte delle associazioni che si occupano di salute e di disabilità, che nei giorni scorsi, al momento dell’approvazione del testo da parte del Parlamento, avevano segnalato tutte le loro prerplessità.

        «Pur apprezzando lo sforzo delle Commissioni di emendare il testo, questo rimane inemendabile, come avevamo già sottolineato anche in audizione», aveva detto il presidente della Fish*, Vincenzo Falabella, parlando di un testo «che rimane fondamentalmente incoerente».

        Per Anffas e Aipd il testo «sembra scritto 15 anni fa», e «non comprendiamo perché, in uno schema di decreto a cui si lavora nel 2016, si faccia riferimento a paradigmi e modelli assolutamente obsoleti e non si tenga conto delle indicazioni scientifiche e di diritto di livello internazionale». Che ci sia qualche problema il testo del Governo lo ammette: i neolicenziati Lea infatti prevedono già un nuovo aggiornamento entro febbraio 2017.

        A questo proposito è grande la preoccupazione delle associazioni impegnate sulla disabilità, che però – ha già denunciato la Fish – secondo il testo in essere sono escluse «dal monitoraggio e dall’aggiornamento successivo degli stessi LEA».

        Quanto all’esclusione della sindrome di down dall’elenco delle malattie rare, Sergio Silvestre, presidente di Coordown, spiega meglio la portata dell’allarme. «La “malattia rara” è definita da precisi parametri di incidenza epidemiologica, che la sindrome di down – è vero – non ha. L’effetto è che alcune prestazioni prima esenti non lo saranno più, ma questo accadrà solo per alcune persone, poiché la maggior parte delle persone con sindrome di down ha un’esenzione totale legata al fatto di avere il 100% di invalidità e questi non avranno problemi dalla novità contenuta nei Lea.

        Negli anni passati invece, alcune persone sono state riconosciute al 75% per il fatto che storicamente, prima della legge 68, chi aveva il 100% di invalidità non poteva accedere al mondo lavoro, quindi quel 75% era un modo per consentire di accedere al mondo lavoro, una cosa superata con la legge 68: sono queste persone che oggi potrebbero avere qualche difficoltà per alcune prestazioni, le sollecitiamo a far presente alle associazioni il loro caso».

        La preoccupazione più grande di Silvstre, legata al passaggio da “malattia rara” a “malattia cronica” riguarda la ricerca: «la ricerca sulle malattie rare ha benefici e accesso a canali di finanziamento importati, da cui a questo punto siamo esclusi. Invece la ricerca sta facendo molto ad esempio sull’invecchiamento precoce: queste ricerche ora corrono rischio di impantanarsi».

        *Cui Anffas Onlus aderisce

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          ALUNNI CON DISABILITÀ, LA DIAGNOSI FUNZIONALE PERFEZIONA LA REGISTRAZIONE

          Fonte www.edscuola.euDal 16 gennaio al 6 febbraio 2017 è possibile iscrivere gli alunni alle scuola dell’infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado.

          Per gli studenti in situazione con disabilità e per quelli con disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) è necessario prestare particolare attenzione all’atto dell’iscrizione, perché bisogna realizzare alcuni specifici adempimenti.

          Iscrizione alunni con disabilità

          Le iscrizioni degli alunni con disabilità devono essere completate con la presentazione, alla scuola prescelta, della certificazione rilasciata dalla Asl di competenza. La documentazione deve, inoltre, contenere anche la diagnosi funzionale, predisposta a seguito degli accertamenti collegiali. Ai fini della individuazione dell’alunno come studente con disabilità, le Aziende sanitarie dispongono, su richiesta documentata dei genitori o degli esercenti la potestà parentale o la tutela dell’alunno medesimo, appositi accertamenti collegiali. Tali accertamenti sono propedeutici alla redazione della diagnosi funzionale dell’alunno, cui provvede l’unità multidisciplinare. Si tratta di adempimenti necessari per consentire alla scuola, sulla base di tale documentazione, di procedere alla richiesta di personale docente di sostegno e di eventuali assistenti educativi, nonché alla successiva stesura del Piano educativo individualizzato (Pei).

          Nel caso di alunni con disabilità di particolare gravità, è prevista la possibilità di chiedere l’autorizzazione al funzionamento dei posti di sostegno in deroga al rapporto insegnanti/alunni (a norma dell’articolo 35, comma 7, della legge 27 dicembre 2002, numero 289). L’eventuale autorizzazione è disposta dal dirigente preposto all’Ufficio scolastico regionale, sulla base della certificazione attestante la particolare gravità. Nel caso di alunni con disabilità che hanno conseguito, alla fine del primo ciclo, l’attestato di credito formativo comprovante i crediti maturati, è possibile l’iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado o ai percorsi di istruzione e formazione professionale a condizione che non abbiano compiuto il diciottesimo anno di età prima dell’inizio dell’anno scolastico 2016/17.

          Alunni con Dsa

          Le iscrizioni di alunni con diagnosi di disturbo specifico di apprendimento (Dsa), sono perfezionate con la presentazione alla scuola scelta della relativa diagnosi, rilasciata ai sensi della legge 170/2010 e secondo quanto previsto dall’accordo Stato-Regioni del 25 luglio 2012 sul rilascio delle certificazioni. In questi casi, le istituzioni scolastiche assicurano le idonee misure compensative e dispensative attuando i necessari interventi pedagogico-didattici per il successo formativo di questi alunni, attivando percorsi di didattica individualizzata e personalizzata.

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            CONFERMATO IL LEGAME TRA AUTISMO E PARTO PREMATURO

            Fonte www.west-info.eu I bambini prematuri possono sviluppare disturbi come l’autismo ancor prima di nascere. A dirlo, il primo studio sull’argomento condotto dall’Università di Yale.

            Secondo gli autori, circa il 10% dei bambini americani viene al mondo prima della fine della gestazione e i fattori che contribuiscono alla loro nascita prematura possono anche arrecare danni al cervello mentre sono ancora nel grembo materno, con la conseguenza di essere maggiormente a rischio di sviluppare autismo, ADHD e paralisi cerebrale.

            La tesi di Yale è stata provata misurando l’attività cerebrale di un campione di feti umani. Dai risultati, è emerso che in quelli nati prematuramente le connessioni neuronali erano più deboli già all’interno dell’utero, specialmente nell’emisfero sinistro e nelle aree legate allo sviluppo del linguaggio. Uno step importante nella ricerca medica per comprendere i meccanismi alla base delle nascite pretermine e la loro influenza sullo sviluppo cerebrale

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              EUROPE FOR US

              Fonte Inclusion Europe – Nell’ultimo numero del 2016 di “Europe for Us”, la newsletter dell’Epsa, la Piattaforma Europea dei Self Advocates, realizzata in linguaggio facile da leggere che fa il punto sui tanti progetti, le iniziative e le novità di livello europeo che vedono protagoniste le persone con disabilità intellettiva, c’è anche un po’ di Italia e di Anffas Onlus.

              La newsletter* di dicembre 2016, infatti, porta all’attenzione dei suoi lettori alcuni dei progetti più importanti che si sono svolti in questi ultimi mesi, tra cui “Io, Cittadino!”, l’iniziativa di Anffas Onlus volta alla creazione del primo gruppo di Auto Rappresentanti in Italia che ha visto una partecipazione massiccia e tantissimi riconoscimenti, tra cui anche la proiezione dello spot collegato al progetto proiettato presso la sede delle Nazioni Unite in presenza dell’intero Dipartimento della Nazioni Unite per gli Affari Economici e Sociali (DESA) riunitosi appositamente per celebrare il 3 dicembre 2016.

              La newsletter EPSA è disponibile a questo link

              Le informazioni su “Io Cittadino!” sono disponibili cliccando qui

              *purtroppo ancora non disponibile in lingua italiana ma solo in inglese, francese, tedesco e spagnolo