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Il tunnel della scuola: la Gelmini nasconde i dati

Da oltre due anni il Ministero della Pubblica istruzione ha posto l’embargo su tutti i dati che riguardano i bambini e i ragazzi con disabilità presenti nelle scuole italiane: quanti sono, dove sono, quanti siano effettivamente gli insegnanti di sostegno, come siano composte le classi, il numero di alunni per classe e il numero di disabili per classe. Da due anni regna il buio.

Eppure il costante monitoraggio sulla qualità dell’inclusione scolastica è un obbligo previsto per legge e confermato dalla Convenzione ONU ratificata anche in Italia nel 2009. Un obbligo di chiarezza e trasparenza verso il Paese e verso lo stesso Parlamento che si attende una relazione annuale, non estemporanee dichiarazioni settimanali. Una condizione per poter programmare e correggere interventi e politiche.

Forse i dati esistono ma sono troppo destabilizzanti; forse mettono in evidenza il crollo del sostegno, il sovraffollamento delle classi, il numero elevato delle persone con disabilità. Di fronte al silenzio prolungato, le supposizioni sono le più grigie, anche perché alimentate da esperienze quotidiane non certo positive.

Bene ha fatto l’Onorevole Letizia De Torre a presentare una specifica interrogazione al Ministro della Pubblica istruzione, richiedendo quei dati.

Ora si attende la risposta e soprattutto una compiuta relazione da parte del Ministero.

Il testo dell’interrogazione è consultabile nel sito FISH.

 

5 ottobre 2011

 

FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap
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    DiAlgieri

    Sacconi smentisce l’INPS sui falsi invalidi

    Per mesi una serrata propaganda, necessaria a distrarre dalle vere esigenze della spesa sociale, si è basata sull’affermazione che una pensione su quattro finisce ai falsi invalidi.
    A questa tesi si è adeguata persino la maggioranza dei deputati: il 21 luglio, 4 mozioni su 5 approvate riprendevano pedissequamente le dichiarazioni di Mastrapasqua, Presidente dell’INPS, secondo il quale nel 2010 il 23% delle pensioni controllate sono state revocate. Quasi una su quattro.
    E su questo teorema (molti “invalidi” non lo sono) si sono adeguate anche alcune testate. Una fra tutti Panorama, che ha dedicato alla questione una “pesante” copertina (“Scrocconi!”) e un robusto dossier basato sul verbo INPS e sulle istanze più giustizialiste e sbrigative.
    A distanza di mesi, il Ministro del Lavoro risponde ad un’interrogazione di Reguzzoni (Lega) che chiedeva conto dello stato dell’arte nella caccia ai falsi invalidi.
    Sacconi ha risposto formalmente smentendo i dati di Mastrapasqua: “All’interno del piano di verifiche straordinarie a livello nazionale nel 2009 è stato revocato l’11,69% delle prestazioni, ovvero c’è stato il riscontro di 21.282 non conformità su circa 200.000 controlli effettuati. (…) Nel 2010 la percentuale di non conformità, su circa 100.000 controlli, è stata del 10,2%, con 9.801 revoche totali”.
    Sintesi: nel 2010 la percentuale delle revoche è inferiore di un punto e mezzo rispetto al 2009. E soprattutto è clamorosamente falso che una pensione su quattro va ai falsi invalidi.
    Se non bastasse, Mauro Nori, Direttore Generale dell’INPS, a fine settembre, partecipando ad una assemblea di Confesercenti, ha dichiarato: “abbiamo revocato pensioni di invalidità per il 10% (…) Per le revoche siamo in attesa di eventuali contenziosi”.
    Nori sa benissimo che su quelle revoche pende il contenzioso e ricorda altrettanto bene che l’INPS soccombe davanti al Giudice nel 67% dei casi. Quindi, quel 10% è destinato a scendere di oltre la metà: 4 revoche confermate ogni 100 controlli.
    Sono 800mila i controlli affidati all’INPS e sempre più numerosi si segnalano i casi di convocazione di persone con gravissima disabilità, stabilizzata e ingravescente, disagi, revoche incomprensibili. 800mila controlli con un costo di gestione e umano enorme, a fronte di un risultato ridicolo in rapporto alla spesa.
    “Quello dei falsi invalidi è un ‘mito fondativo’ necessario a dimostrare che la spesa sociale sarebbe destinata a persone che non sono autenticamente bisognose, per cui non ci meraviglia che si giochi con le cifre e con i dati. Una manipolazione quanto mai utile a chi vuole mascherare da riforme operazioni di taglio brutale della spesa. – annota Pietro Barbieri, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – Non ci resta che augurarci che, adesso, almeno alcune coscienze critiche alzino la loro voce e la uniscano alla nostra”.
    Nella sua nota di risposta a Reguzzoni, il Ministro evidenzia come fra il 2009 e il 2010 le domande di accertamento siano scese di 77.039 unità. Ciò deriva, secondo Sacconi, dall’azione deterrente dei controlli. In realtà il Ministro dimentica quale sia stato il caos in Italia dal primo gennaio 2010. In quella data doveva entrare a pieno regime la nuova modalità telematica-informatica delle domande di invalidità, gestita dall’INPS, partita male e proseguita peggio.

     

    4 ottobre 2011

     

    FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap
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      DiAlgieri

      LEGGE DELEGA ASSISTENZA/ANFFAS ONLUS: “INACCETTABILE LA RIFORMA. E’ UNA NUOVA CONDANNA PER LE PERSONE CON DISABILITA’. IL GOVERNO HA FALLITO, ORA E’ NECESSARIO UN DIALOGO SUPER PARTES”

      “Dopo l’approvazione della manovra finanziaria il Governo si appresta ad assestare un ulteriore pesante colpo alle persone con disabilità e alle loro famiglie”: così Roberto Speziale, Presidente Nazionale Anffas Onlus – Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale, dichiara in merito alla Legge delega per la riforma fiscale e assistenziale in questi giorni in discussione alla Camera.

       

      Prosegue il Presidente: “Così come predisposta, la riforma sull’assistenza non è volta a migliorare i servizi, ma ha come unico obiettivo raggiungere quanto indicato dalle recenti manovre finanziarie, ossia un taglio complessivo di 40 miliardi di euro, causando grandi conseguenze sul sistema di welfare statale e regionale, e quindi, ovviamente, anche sulla vita delle persone e delle famiglie con disabilità. C’è il concreto rischio, infatti, che per arrivare a questa cifra saranno tagliate, in maniera netta, tra le altre cose, pensioni di invalidità, indennità di accompagnamento e pensioni di reversibilità: tutti sostegni di cui oggi usufruiscono le persone con disabilità e che, contrariamente a quanti molti pensano, sono un diritto legittimo e non una concessione”.

       

      “Questa situazione” continua “sommata all’azzeramento del Fondo per la non autosufficienza e alla netta riduzione di quello per le Politiche sociali, nonché ai tagli alla spesa di Comuni e Regioni (che incidono inevitabilmente sui servizi alle persone con disabilità) rappresenta un danno enorme per la vita delle persone con disabilità che non può lasciare indifferenti”.

       

      “Considerate le molteplici iniziative sulla questione che non hanno avuto risposta, Anffas Onlus, anche nell’ambito dello stato di mobilitazione promosso dalla FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap cui Anffas Onlus aderisce, considera chiusa ogni tipo di interlocuzione con il Governo e si appresta a muoversi in una direzione diversa”.

       

      Conclude Roberto Speziale: “E’ nostra intenzione, infatti, cercare di aprire un nuovo dialogo con la politica, e per questo motivo chiediamo già da ora un confronto diretto con i segretari di tutti i partiti politici, invitando ad un preciso impegno a tutela delle persone con disabilità e delle loro famiglie anche tramite la condivisione di una piattaforma sul tema da inserire il più presto possibile nell’agenda politica, per costruire così un dialogo super partes ed arrivare ad una soluzione che eviti di calpestare ancora una volta i nostri diritti”.

       

      Anffas Onlus, inoltre, si appresta a rivolgersi direttamente al Presidente della Repubblica, portando alla sua attenzione tutte le difficoltà e le durissime prospettive di vita che pendono sulla testa di migliaia di persone con disabilità, cittadini che già ora sono penalizzati e che rischiano di esserlo ancora di più in un futuro non troppo lontano.

       

      L’Associazione prosegue dunque nella sua mobilitazione e non intende fermarsi fino a quando non si avrà garanzia della tutela e del rispetto dei diritti umani e civili delle persone con disabilità e dei loro genitori e familiari.

       

       

                                                                                                   

      Roma, 27 settembre 2011

       

       

      Area Comunicazione e Politiche Sociali

      Anffas Onlus

      Responsabile: Dott.ssa Roberta Speziale (cell. 348/2572705)

      Tel. 06/3212391/15

      comunicazione@anffas.net

        DiAlgieri

        L’ANFFAS RIPRENDE LE ATTIVITA’

        Riprendono le attività di Anffas Onlus Corigliano . L’Associazione di Famiglie opera dal 2003 nel territorio a tutela  dei diritti delle persone con disabilità  intellettiva e/o relazionale e delle loro famiglie con progetti rivolti a favorire una migliore qualità di vita e una costante informazione sui temi della disabilità. 

        Nei giorni scorsi è ripreso il corso di ippoterapia  presso il maneggio Rugna in Schiavonea  guidato dal  tecnico federale Tatiana Boscarello. Mentre presso la sede associativa in via degli Iris , 15 , Schiavonea , sono riprese le attività progettuali di musicoterapia e teatro con la dott.ssa Sonia Falcone, il laboratorio di manualità, il laboratorio di cucina, l’attività ludica di ballo, l’attività cognitiva, l’attività sportiva . E’ stato attivato anche quest’anno il progetto trasporto con il pulmino di proprietà dell’Anffas  grazie all’opera volontaria  dei soci della locale Associazione Carabinieri.
        Tutto questo grazie alla tenacia e gli sforzi delle famiglie associate Anffas  Onlus Corigliano che non possono e non vogliono accettare che per i propri figli ci sia il nulla. Nonostante i tagli economici e , ancor peggio, l’indifferenza culturale che si respira , non si può tagliare la vita.

                                                                                                                                               Direttivo Anffas Onlus Corigliano

          DiAlgieri

          Un disabile su tre perderà l’assistenza

          Lo stato di mobilitazione delle associazioni delle persone con disabilità è stato formalizzato dal Consiglio direttivo della FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap al termine della intensa riunione di sabato scorso.Non poteva essere altrimenti dopo l’approvazione della seconda Manovra e soprattutto in attesa della discussione parlamentare della delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale.La FISH ha valutato con forte preoccupazione le drammatiche prospettive di vita per le persone con disabilità. Da subito ci sono i tagli agli enti locali. Dal 2012 la riforma dell’assistenza e del fisco farà il resto, visto che le due Manovre impongono un taglio di 40 miliardi in tre anni. Saranno colpite le pensioni di invalidità, le indennità di accompagnamento, le pensioni di reversibilità.Al contempo non esiste più il Fondo per la non autosufficienza e quello per le Politiche sociali è ridotto a 69 milioni per il 2012 e a 44 per il 2013, salvo ulteriori riduzioni.È diffusa la consapevolezza – non solo fra le associazioni – che la riforma assistenziale non è rivolta a migliorare e qualificare i servizi, ma solo ad applicare quanto stabilito nelle Manovre (recuperare 40 miliardi). Pertanto gli spazi di confronto e discussione sono praticamente nulli.“La FISH ha deliberato di non presentare emendamenti di merito sulla delega. – ha riportato Pietro Barbieri a margine del Direttivo – Le persone con disabilità e i loro familiari non sono i privilegiati, ma anzi hanno un enorme credito verso la società.”Gli emendamenti alla riforma saranno quindi analoghi a quelli presentati per la Manovra: no ai tagli ed anzi rilancio di un finanziamento adeguato e strutturale alle politiche sociali di cui il nostro Paese ha ancore maggiore necessità in un momento di crisi.“La prospettiva è lampante. Grazie ai tagli agli enti locali una persona su tre perderà i servizi sociali. E grazie alla riforma assistenziale un’altra persona su tre perderà l’indennità di accompagnamento. – annota Barbieri – Senza considerare l’effetto dei tagli sulle agevolazioni fiscali che peserà su milioni di famiglie italiane.”Manifestazioni, proteste eclatanti, iniziative di informazione saranno messe in atto nella capitale e nel resto del Paese da subito e proseguiranno per tutta la discussione della legge delega, della legge di stabilità e della probabile terza manovra.

           

          19 settembre 2011

           

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            DiAlgieri

            NIENTE INTEGRAZIONE SCOLASTICA PER GLI ALUNNI CON DISABILITA’

            Anche quest’anno gli alunni con disabilità che frequentano le scuole del territorio sono costretti a subire discriminazioni circa il diritto allo studio . Oltre a subire   la decurtazione di ore di sostegno , gli alunni non possono avvalersi dell’aiuto degli assistenti specialistici per l’integrazione sia nelle scuole primarie e secondarie di primo grado di competenza comunale che negli istituti di secondo grado di competenza provinciale. Eppure la legge 104 del 1992 stabilisce il diritto all’educazione e all’istruzione per le persone con disabilità a prescindere da ogni difficoltà, questo ormai dovrebbe essere chiaro per chi ci amministra. E come se da giugno a settembre passassero anni e non qualche settimana per cui quel poco ottenuto si perde e si ritorna a lottare sempre per le stesse cose. Le famiglie sono sempre più spesso costrette a ricorrere ai tribunali per vedersi riconosciuti diritti sanciti dalle leggi. Ma ad essere più preoccupate sono le famiglie i cui figli frequentano le scuole superiori . La situazione circa l’assistenza specialistica si è incancrenita infatti da due anni la provincia non eroga tale servizio in una querelle che dalla provincia si ribalta alla regione e viceversa .

            Direttivo Anffas Onlus Corigliano

              DiAlgieri

              Le Manovre tagliano l’assistenza

              Con la Manovra appena approvata, assieme a quella di luglio, le politiche sociali del nostro Paese subiscono una nuova possente spallata.

               

              Le misure contenute nelle due Manovre comportano una netta retrazione della spesa sociale. I tagli agli enti locali e quelli ai Ministeri saranno la causa, fra pochi mesi, della sospensione di molti servizi e prestazioni di competenza dei Comuni, che già prima delle Manovre erano in forte difficoltà. Asili nido, assistenza domiciliare, supporti all’autonomia personale, assegni di cura sono destinati a diminuire drasticamente colpendo bambini, anziani e disabili. Ad essere investite da questa prima ondata saranno, con diversa intensità, almeno 10 milioni di famiglie italiane.

               

              Ma il colpo definitivo sarà sferrato con la riforma assistenziale sulla quale il Governo sta per chiedere la delega per poter fare cassa.

               

              Dalle due Manovre una indicazione esce nettissima: con la riforma assistenziale e fiscale bisogna recuperare 40 miliardi: 4 miliardi nel 2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi dal 2014. È evidente a chiunque che con quella premessa i servizi e le prestazioni sociali non potranno che essere ulteriormente limitati, compressi, soppressi.

               

              La Manovra appena approvata prevede che l’impatto di quei 40 miliardi possa essere affievolito intervenendo sulle imposte indirette, cioè sulle aliquote IVA. Ma il Governo ha già usato quella chance per evitare altre imposizioni (es. la patrimoniale), innalzando l’aliquota ordinaria IVA dal 20 al 21%. Quella opportunità è, quindi, “bruciata” e l’impatto non potrà essere addolcito a meno che non si alzi ulteriormente l’aliquota IVA al 22% oppure non si ritocchino anche le aliquote su beni e servizi di prima necessità (4 e 10%). Ipotesi inquietanti, ma – visto il contesto politico – tutt’altro che da escludere.

               

              “Inizia una fase ancora più difficile e pericolosa – commenta preoccupato Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – soprattutto per le persone con più grave disabilità. Le stime più ottimistiche ci fanno ritenere che almeno un terzo dei disabili gravi perderà entro un anno ogni tipo di assistenza, in particolare l’indennità di accompagnamento e gli eventuali assegni di cura che alcune – poche – regioni avevano timidamente iniziato ad erogare.”

               

              Scelte politiche che appaiono ancora più gravi in un momento in cui sono le famiglie le prime a rischio di default.

               

              Informazione capillare a tutte le famiglie su cosa si sta rischiando e decidendo, iniziative di pressione e di protesta anche eclatante, interventi presso tutte le sedi istituzionali centrali e regionali sono le azioni che la FISH ha già stabilito per un autunno che si presenta come particolarmente caldo.

               

              “La mobilitazione della FISH conta sul sostegno di migliaia di persone, – avverte Barbieri – come testimoniano le 23 mila adesioni in 10 giorni alla nostra iniziativa ‘Fermiamoli con una firma!’.”

               

               

               

              15 settembre 2011

               

               

               

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