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ISEE PERSONE CON DISABILITÀ. IL RICALCOLO D’UFFICIO È A CURA DELL’INPS

Disabili.com – Come ormai noto, sulle modalità di calcolo dell’ISEE si è giunti alla decisione di eliminare da essa il conteggio di pensioni, assegni, indennità riservate alle persone con disabilità e aumentando le scale di equivalenza, togleindo invece le franchigie in base alla gravità e l’età.

Queste revisioni sono stabilite dalla legge 26 maggio 2016, n. 89. Nello specifico, è l’art. 2 sexies, al comma 1, che esclude dalla nozione di “reddito disponibile” i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari “erogati a qualunque titolo da amministrazioni pubbliche in ragione della condizione di disabilità”, laddove non siano già inclusi nel reddito complessivo ai fini IRPEF.
L’ISEE per le famiglie con almeno un componente con disabilità o non autosufficiente va quindi ricalcolato, tuttavia, per evitare che le famiglie debbano ripresentare la domanda, l’INPS ha fatto sapere lo scorso luglio, attraverso una circolare, che  provvederà a ricalcolare in automatico gli Indicatori di Situazione Economica Equivalente delle famiglie di persone con disabilità, presentati dal 1 gennaio ed attestati entro il 28 maggio 2016 con le seguenti eccezioni:
–     ISEE pari a zero (se presenti più indicatori in una stessa attestazione almeno uno pari a zero);
–     ISEE contestati ai sensi dell’articolo 11, comma 7 del D.P.C.M. n. 159 del 2013, per far rilevare le inesattezze riscontrate nei dati acquisiti dagli archivi dell’INPS o dell’Agenzia delle entrate
–     ISEE calcolati con le previgenti regole ai quali però sia seguito, per lo stesso dichiarante, un successivo ISEE calcolato in base alle nuove disposizioni di cui all’articolo 2 sexies (ISEE attestati dal 29 maggio 2016)
Il ricalcolo in esame avverrà in base alle informazioni indicate nella DSU oggetto di ricalcolo e riferite al momento dell’originaria di presentazione  della DSU stessa.
Il ricalcolo d’ufficio dell’ISEE corretto è in corso, sarà effettuato dall’INPS entro il 10 settembre, e l’attestazione degli ISEE ricalcolati potrà essere verificata dagli utenti interessati attraverso i canali messi a diposizione dall’Istituto (Caf, accesso con PIN, presso sedi periferiche dell’Istituto).
La circolare specifica inoltre che la decorrenza dell’ISEE ricalcolato secondo le nuove modalità è rimessa alla valutazione del singolo Ente erogatore della specifica prestazione sociale agevolata. Ciò in attuazione del comma 3 della norma che dispone che l’ente erogatore delle prestazioni sociali agevolate adotti gli atti attuativi anche normativi conseguenti alle nuove disposizioni, disciplinando sia l’eventuale prosecuzione delle prestazioni in corso di erogazione, che sono salve fino a 30 giorni dall’entrata in vigore della predetta legge di conversione, sia l’erogazione delle nuove prestazioni sociali agevolate per il periodo successivo a tale data.
Per approfondire:
Qui il testo completo della circolare INPS n. 137 del 25/07/2016
Qui il testo completo della legge 26 maggio 2016, n. 89  
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    RIO 2016, DUE GLI AZZURRI CON DISABILITÀ INTELLETTIVA ALLE PARALIMPIADI

    Superabile.it – Due atleti FISDIR a caccia di medaglie. Xenia Francesca Palazzo e Ruud Lorain Flovany Koutiki Tsilulu: questi i nomi dei due rappresentanti della Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva e Relazionale che, dal 7 al 18 settembre, difenderanno i nostri colori in occasione dei XV Giochi Paralimpici di Rio 2016.

    La Palazzo, classe 1998, nata a Palermo ma residente a Verona, farà parte dello squadrone di nuoto che, in Brasile, proverà a scrivere una pagina indelebile nella storia non solo di questa disciplina ma, più in generale, dell’intero movimento degli sport disabili. Le premesse sono ottime, le aspirazioni di medaglia numerose, il valore dei nostri atleti elevatissimo.

    Esordiente ai Giochi, l’azzurra vanta, nel suo palmares, ben 6 ori agli Europei del 2014 a Liberec, in Repibblica Ceca.  “Partecipare alle Paralimpiadi significa raggiungere l’obiettivo più grande e desiderato di ogni atleta – ammette la portacolori del Team Sport Isola – il sogno di prender parte a questo evento, che coltivavo sin da piccola, è diventato realtà”.Faccio parte di una squadra molto forte, fatta di amici – spiega l’azzurra – un gruppo che lotta per dimostrare tutto il suo potere e valore”. “Per Rio mi sto allenando quattro ore al giorno – aggiunge la Palazzo – in gara non temo nessuno, gli avversari sono forti ma io scendo in vasca per nuotare e basta, cercando di battere i miei tempi”.  “Sono orgogliosa di vestire la maglia della Nazionale – prosegue la Palazzo – e di difendere i colori dell’Italia”.  “Ai Giochi punto a qualificarmi per le finali – conclude la nuotatrice – è questo, da sempre, il mio obiettivo”.

    E’ nato nel 1989 a Brazzaville, in Congo. Risiede ad Ascoli Piceno ed è tesserato per la AS Culturale Anthropos Civitanova. In Brasile farà parte della Squadra di atletica leggera, specialità 400 metri. Anche per Ruud, come per Xenia, Rio rappresenta l’esordio ai Giochi: “Partecipare a una Paralimpiade è un’opportunità che non capita a tutti gli atleti – esordisce Koutiki – ringrazio la Federazione, la Nazionale, il mio Presidente e i miei tecnici per avermi dato la possibilità di essere a Rio”.

    “L’avversario che devo temere maggiormente sono proprio io – confessa Koutiki, oro continentale a Swansea nel 2014 – perché so che devo impegnarmi al massimo se voglio raggiungere obiettivi importanti”.  “L’atletica per me è vita, mi piace, mi stimola – sostiene Ruud – significa correre con te stesso e mostrare alle persone quanto vali”.  “Vestire la maglia della Nazionale è un privilegio per me – conclude Koutiki – perché l’Italia è un Paese che mi ha dato l’opportunità di essere quello che sono oggi”. 

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      ALUNNI CON DISABILITÀ E BISOGNI SPECIALI, DAL MIUR 2 MILIONI PER L’INTEGRAZIONE

      Superabile.it – Due milioni di euro per l’integrazione degli studenti disabili e con bisogni educativi speciali; 6,7 milioni di euro per il potenziamento dello sport a scuola; piu’ di 6 milioni per mettere in campo progetti fra educazione alimentare, alla legalita’, educazione stradale e contrasto a bullismo e cyber-bullismo. Il ministro dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca, Stefania Giannini, ha firmato il decreto che finanzia l’ampliamento dell’offerta formativa e l’autonomia scolastica (ex legge 440) per l’anno scolastico 2016/2017. Sono 80 i milioni a disposizione delle scuole, che si sommano ai 10 milioni gia’ stanziati con il progetto ‘La Scuola al Centro’ per finanziare i programmi di apertura estiva degli istituti di quattro città: Milano, Roma, Napoli, Palermo.

      “Oltre il 60% delle risorse e’ destinato a misure che riguardano gli studenti. Quest’anno abbiamo piu’ che triplicato le risorse per lo sport – sottolinea il ministro Giannini- passando dai 2 milioni del 2015 a 6,7. Continuiamo ad investire sull’integrazione dei ragazzi con cittadinanza non italiana, dando una specifica attenzione anche ai minori che arrivano nel nostro Paese non accompagnati, un tema di stringente attualità Fra le voci nuove che abbiamo voluto inserire, i finanziamenti per potenziare i progetti lanciati lo scorso anno per l’introduzione a scuola del Public Debate e del Public Speaking affinche’ i ragazzi possano imparare ad argomentare le loro idee, a farle capire e valorizzarle”.

      Fra le misure destinate ai ragazzi, 2,5 milioni vanno a scuola in ospedale e istruzione domiciliare; 1 milione servira’ a realizzare progetti di accoglienza, di sostegno linguistico e psicologico rivolti a minori non accompagnati con cittadinanza non italiana e ad alunni stranieri. Quasi 2 milioni (di cui 700.000 euro destinati alle Consulte) finanzieranno la partecipazione studentesca. Public Debate e Public Speaking arrivano nel sistema scolastico: quasi 2 i milioni a disposizione che serviranno, fra l’altro, anche per organizzare le prime Olimpiadi di Public Debate nazionali; 350.000 euro vanno al Piano educazione stradale, 1,5 milioni per promuovere corretti stili di vita, 2,4 milioni per i progetti di educazione alla legalita’ e cittadinanza attiva. Mentre 2 milioni finanziano il contrasto del bullismo e del cyber-bullismo; 2,3 milioni saranno destinati alla realizzazione di un Piano di Interventi nazionale per l’orientamento scolastico; 1,5 milioni per la scuola in carcere; 3,5 milioni per il welfare dello studente e per il diritto allo Studio. Per i corsi di recupero ci sono 6,8 milioni. Mentre 5 milioni finanziano “Progetti di innovazione sociale” di contrasto alla dispersione che vedranno i ragazzi coinvolti nell’elaborazione di risposte innovative per la valorizzazione del patrimonio artistico del loro territorio, dell’ambiente, del paesaggio, della tradizione locale.

      Prosegue l’attenzione per la sicurezza degli istituti e l’efficienza dell’edilizia scolastica, con oltre 6 milioni di euro da destinare alla Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole (100.000 euro), alla realizzazione di ambienti didattici innovativi per la didattica digitale (2,7 milioni), all’ulteriore finanziamento di biblioteche innovative (2,5 milioni), al progetto “Scuole accoglienti” che prevede il recupero di spazi inutilizzati nelle scuole per realizzare laboratori creativi (1 milione). Per l’alternanza scuola lavoro, gia’ finanziata con i 100 milioni all’anno previsti dalla Buona Scuola, vengono destinati 1,6 milioni fra finanziamento dell’apprendistato di primo livello e promozione delle migliori pratiche. Quasi 2 milioni vanno alla formazione degli adulti. 1,5 milioni allo sviluppo della metodologia Clil.

      Sul fronte del personale della scuola, il decreto stanzia 1 milione per sviluppare le competenze dei dirigenti scolastici sulle innovazioni introdotte dalla legge 107, con particolare riferimento all’organico di potenziamento e alla crescita professionale continua del personale della scuola; 2,3 milioni andranno alla formazione del personale ATA. Quasi 5 milioni finanziano lo sviluppo del sistema di valutazione. La valorizzazione della figura del docente passa anche attraverso l’assegnazione del Premio Nazionale Insegnanti, l’Italian Teacher Prize, che verra’ attribuito per la prima volta quest’anno, in accordo con il Global Teacher Prize, che viene finanziato con la somma di 200.000 euro.

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        UNICEF PER L’INCLUSIONE SOCIALE E SCOLASTICA

        Inclusion-international.org – Inclusion International accoglie il Rapporto annuale 2015  dell’UNICEF e, in particolare, le sue raccomandazioni in favore dei bambini con disabilità.

        Ai bambini con disabilità è spesso negato il loro diritto all’istruzione e pertanto gli sforzi dell’Unicef nel 2015 sono stati rivolti a promuovere l’inclusione scolastica a favore di questi soggetti svantaggiati.

        Inoltre l’Annual Report riflette la necessità di orientare/indirizzare le norme sociali dannose e favorire l’inclusione dei bambini più emarginati.

        L’inclusione sociale e quella scolastica sono due chiavi importanti per abbattere le barriere e garantire che ai bambini con disabilità intellettiva sia data l’opportunità di vivere una vita serena, imparare e crescere insieme ai loro coetanei.

        L’UNICEF ha la credibilità e la capacità di aiutare i governi e gli altri soggetti per far si che  questo possa divertare una realtà per i bambini con disabilità intellettiva e le loro famiglie. Inclusion International è onorata di lavorare al fianco di UNICEF su questo fronte e di collaborare con tutti i partner per garantire che nessuno sia lasciato indietro.

        Per leggere l’Annual Report 2015 di UNICEF cliccare qui

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          ORLANDO. SHAPING THE FUTURE 2016

          Inclusion-international.org – A Orlando il 27-28-29 ottobre prossimi si svolgerà “Shaping the Future”, forum internazionale e convegno nazionale sull’inclusione delle persone con disabilità e le loro famiglie, organizzato da Inclusion International in collaborazione con l’organizzazione Arc of the United States.

          Verranno affrontati alcuni temi caldi e questioni importanti per le persone con disabilità intellettiva e le loro famiglie tra i quali: l’inclusione scolastica e quella sociale, l’occupazione, l’accesso effettivo alla giustizia, la partecipazione politica, lo sviluppo inclusivo, le leggi sulla morte assistita eccetera.

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            FIRENZE, A SETTEMBRE LA V CONFERENZA NAZIONALE SULLE POLITICHE DELLA DISABILITÀ

            Lavoro.gov.it – Si svolgerà a Firenze alla Fortezza da Basso, il 16 e 17 settembre, la V Conferenza Nazionale sulle politiche per la disabilità.

            La Conferenza è organizzata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con la collaborazione del Comune di Firenze e della Regione Toscana.
            Nella due giorni è prevista la partecipazione di istituzioni, operatori, organizzazioni della società civile e rappresentanti delle persone con disabilità e delle loro famiglie.
            Lo scopo della Conferenza è quello di favorire il confronto e lo scambio di buone prassi e metodologie utili per far emergere soluzioni e servizi utili da replicare.
            Tra i temi che verranno discussi ci sarà anche il Programma biennale di azione sulla disabilità, elaborato dall’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, che sarà definitivamente approvato entro il mese di ottobre.
            La partecipazione alla Conferenza, che si articola in sessioni plenarie e in gruppi di lavoro, è libera, tuttavia, si invita chi sia intenzionato a partecipare, ad effettuare l’iscrizione accedendo al sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
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              TERREMOTO E DISABILITÀ, LA PAURA DI NON POTER SCAPPARE: MAMME RACCONTANO

              Redattoresociale.it – Era a 5 chilometri da Amatrice, con la figlia Letizia, gravemente disabile, e il marito Salvatore, anche lui con una disabilità motoria. Simona Bellini assicura che “fino a ieri sera non ricordavo nulla di quanto era accaduto”. Ora la memoria inizia a schiarirsi, ma la paura è sempre viva e il dolore aumenta ora dopo ora, perché “tanti amici di lì non ce l’hanno fatta”. Per lei, certo, è stata particolarmente dura: Letizia riesce a muovere solo pochi passi, “l’ho dovuta trascinare sul pavimento per farla scendere dal letto, poi si è sforzata di camminare, con il mio aiuto, fino alla macchina”.

              Per fortuna, Salvatore e Simona avevano parlato proprio pochi giorni prima di come dividersi i compiti in caso di un eventuale emergenza: “io avrei pensato a Letizia, mentre lui, che ha seri problemi di equilibrio, si sarebbe occupato di tutto il resto: la luce, il gas, la porta di casa”. Se lo sentiva, Simona. O forse è solo lo zelo e l’abitudine a prevedere il peggio e a prepararsi a tutto, tipica del caregiver. E stamattina ricorda così la terribile nottata tra martedì e mercoledì. “Ero a letto con Letizia e avevo da poco chiuso il portatile, dopo una lunga riunione via chat con il direttivo del Coordinamento delle famiglie con disabili. Mi sono addormentata, per risvegliarmi nel caos totale. Letizia si è svegliata quasi subito: l’ho trascinata per le gambe fuori dal letto. Ci ha salvati il fatto di essere al piano terra, in una casa per noi ‘facile’: così non è stato troppo faticoso uscire e arrivare all’auto, mentre Salvatore pensava ad aprirci la porta, prendere le chiavi, chiudere il gas. Vederlo barcollare, con tutte le sue difficoltà, mentre faceva tutto ciò che ci eravamo detti, mi ha commosso. Però il mio pensiero centrale era Letizia”.

              Oggi Simona si sente una miracolata. “so che se il sisma ci avesse sorpreso in una casa di tipo diverso, non avremmo avuto scampo: mi sarei stesa accanto a mia figlia ed avrei atteso la morte”. Per questo rivolge ora, con forza e commozione, il suo appello alle istituzioni, perché “si preveda una formazione specifica per le persone addette al soccorso delle famiglie con disabilità, oltre a esercitazioni e simulazioni presso le loro abitazioni”. Ma Simona chiede anche che “si favorisca l’assegnazione delle case popolari al piano terra alla persone con disabilità. Penso alla mia amica Chiara Bonanno, che abita a una piano altissimo di una casa popolare a Roma, con il figlio gravemente disabile, immobilizzato a letto: non riesce ad averne una al piano terra e così, oltre ad essere praticamente prigioniera in casa, va incontro al peggio, in caso di emergenza”.

              Così infatti la stessa Chiara racconta, in pochi tratti, il terrore di quella notte, al settimo piano di un palazzo: “Provo terrore ogni volta che c’è un terremoto. Abito con mio figlio, totalmente allettato, al settimo piano di una casa popolare. Il palazzo è edificato sopra un altro palazzo, quindi di fatto sono al 14 esimo piano. Quando la terra si muove, anche a chilometri di distanza, ondeggiamo spaventosamente con porte che sbattono contro i muri e quadri che cadono dalle pareti. L’altra notte – ci racconta – sentivo scappare per le scale i vicini, parlavano a voce alta come se fosse giorno. Anche il mio corpo era pronto per la fuga: il cuore batteva forte, i muscoli irrigiditi, i polmoni in iperventilazione….ma mio figlio non è in grado di fare nessun movimento autonomo, nemmeno quello di mettersi sotto il letto, come certi manuali di emergenza raccomandano. E così mi sono stesa accanto a lui, l’ho abbracciato stretto ed ho serrato gli occhi: qualsiasi cosa fosse successo saremmo restati insieme. C’è un sentimento d’ineluttabile fatalità che mi pervade in quei momenti – riferisce ancora Chiara – So bene che, anche se anche avessi più tempo per reagire, trasportare mio figlio fuori dal palazzo sarebbe una cosa impossibile da fare in breve tempo. L’ascensore è troppo stretto, all’ingresso ci sono delle scale: le pochissime volte che mio figlio è uscito da quando è in queste condizioni, non ce l’avremmo mai fatta se non fosse stato per l’aiuto dei barellieri dell’autoambulanza. Siamo prigionieri in questo palazzo popolare da tanti anni che ormai non speriamo più…”